Archivi del mese: dicembre 2003

Buon Anno…

l’augurio di una bella serata a tutti e soprattutto di un anno di serenità e gioia

…E CONTINUA A NEVICARE 2

Ed ora da stanotte continua a nevicare…risveglio con 5cm e da allora ha continuato a crescere.Ora fiocchi soffici e grandi,che ti fanno sentire nell’ovatta .ora neve sotile e fine che rende l’aria bianca e lattigginosa,ma aggiunge centimetri con ancora maggiore celerità.Per fortuna è domenica e non devo fare da sola…si crea una sottile sintonia mentre si lavora fianco a fianco scambiando una parola ogni tanto,lasciandola come cadere e affondare nella morbidezza della neve,tra lo stridio della pala di alluminio e lo struscio della pala di plastica,là dove non si può passare con lo sparaneve.E sembra un lavoro inutile,dopo mezz’ora che si è fatto il sentiero alla stalla,alla legnaia,pulita la scala che va in cantina,l’uscita sulla strada principale è di nuovo tutto candido…ma 10 cm si spingono via,20 occorre sollevarli e buttarli allato….E poi ci sono piante da scrollare perchè non si rompano i rami per il peso,legna da portare in casa,aiutare Simona a fare il suo pupazzo di neve,e poi in casa,le giacche fradicie sulla spalliera di una seggiola presso la stufa,le scarpe bagnate che lasciano un laghetto mentre si prende qualcosa di caldo,ma che importa…anche i cani entrano ed escono lasciando impronte umide ovunque…poi si passa uno straccio ed è tutto a posto…ed ora ho appena guardato fuori….continua a scendere sottile…chissà domani mattina….

….e continua a nevicare

E continua a nevicare….Anche ieri ero immersa nella neve,ma come sempre lo stesso elemento in situazioni diverse assume valenze diverse.E così ieri la neve era libertà e gioco.oggi lavoro e problemi,anche se comunque non ne sparisce la bellezza intrinseca e mi incanto d’improvviso ad assaporarla.
Ieri era una ‘mia’ giornata di vacanza rubata..Sola per una serie di coincidenze,ho deciso mentre accudivo gli animali di andare a sciare….e alle 10.30 ero sugli impianti con sci e….tavola di mia figlia…voglia di provare una cosa non ancora sperimentata.L’illusione che un grado o meno di inclinazione degli attacchi avrebbe miracolosamente assestato il mio baricentro,mi ha fatto tirare fuori dalla tasca il cacciavite innumerevoli volte…ma i miei accurati calcoli si sono rivelati fallaci…il baricentro ha continuato a cadere fuori della tavola continuamente….ma la cosa più tragica è stat lo skilift….del baby…!!!!Sinchè dopo essere caduta alla partenza,a 14, a metà, a 3/8,a 6/10,insomma ad ogni singolo metro,è diventata una questione privata a 3…io,il piattello e lo snowboard.La tavola è stata minacciata di finire nel fuoco appena tornate a casa,quanto al piattello,mentre l’addetto all’impianto me lo porgeva come ai bambini,l’ho fissato dicendogli “o tu o io….”.L’ho stretto tra le gambe come fosse l’ultimo appiglio prima del vuoto,ho ‘abbrancato’ l’asta in un modo che senza dubbio essa ha capito che stavolta piuttosto di mollarla me la sarei portata dietro….e sono arrivata alla cima anche se con volo disastroso allo sgancio…Comunque il mio posteriore si è ritenuto soddisfatto quando è arrivato a posarsi senza delicatezza sulla neve una volta su tre tentativi di curva ed ho curato il mio amor proprio strapazzato con un paio di discese con gli sci ,molto più obbedienti alla padrona….e la seggiovia

(continua)

oggi ho pensato ad un amico

AMICO E’ CON CUI PUOI STARE IN SILENZIO. Camillo Sbarbaro

I PARTICOLARI

Quando si incontra una persona una volta di lei,doveste descriverla,vi accorgete avete colto dei particolari più che la fisionomia nel suo insieme,soprattutto se qualche particolare spicca sugli altri.Per esempio di una persona con gli occhiali o con la barba ricordereste la barba o gli occhiali,ma difficilmente il colore degli occhi o la forma del naso.Se guardate una volta una natura morta,chi ricorderà soprattutto il libro,chi l’ombra,chi la candela,chi il quadro.Se leggete qualcosa vi colpisce una frase.Poi avendo la possibilità di osservare meglio,il quadro si completa,riuscite a cogliere maggiormente la sua interezza,notate piccoli particolari apparentemente non rilevanti.Mi accorgo scrivendo qui che questo spesso porta a trasformare quello che si scrive,anche dentro di se,per l’interpretazione che ne danno gli altri.Ed allora il nostro essere non è tale solo in quanto tale per come noi sappiamo di essere,ma anche per come gli altri ci vedonoLa tentazione diventa quindi di apparire in modo tale da ricevere il consenso degli altri,ma in questo modo ci allontiamo sempre più dalla nostra essenza ed allarghiamo le ombre del nostro io celato

FRANKENSTEIN

Dopo essermi sentita chiedere nell’arco della giornata un esorbitante numero di volte (oggi oltretutto ho corso a destra e manca con la finale decisione di arrivare all’eliminazione fisica del mio vicino che mi ha portato a tale footing forzato) cosa diavolo avessi combinato,ho cominciato a rispondere che si trattava del look scelto per le feste,che presto sarebbe andata in onda una serie di pubblicità di Megane Gale per Vodafone One che l’avrebbe reso l’ultimo grido in fatto di moda.In effetti mi si notava più che quando mi metto uno degli stracetti inesistenti reduci dal turn-over frenetico dell’armadio di mia figlia (che ci volete fare..le mie origini liguri mi fanno piangere il cuore a buttare via…per cui dal suo armadio passano al mio).Qualcuno passando per il mio blog avrà visto misteriosi commenti della dolce palomella su cerotti nataliziin oro zecchino con lucette ad intermittenza che si accendono quando le ferite sanguinano …e altri studi stilistici del genere….In realtà sono,anzi sino a prima di cena erano,due cerottoni banalmente e miseramente bianchi con qualche macchiolina rossa.No nessun blogger stufo dei miei post è arrivato armato di randello e neanche si tratta della mia metà che ha provato con l’eliminazione fisica…solo due dispettosi nei che senza alcuna autorizzazione nè scritta nè verbale avevavo messo le radici sul cuioi capelluto della mia adorabile testina bionda!!Ebbene sono stati brutalmente puniti da un bisturi spietato.Solo che….con loro hanno raggiunto la spazzatura due belle O di …capelli.proprio due = rasate coi Bik (si chiamano così?)radi e getta.Beh io ad agosto quando faceva quel caldo bestiale,di ritorno da Gardaland dopo file sotto il sole qua e là,due ore solo per Atlantide senza neanche una misera tettoietta,appropinquatami alla doccia e sciolti i capelli,mi ero accorta erano un tale composto di “crine ” sudore e polvere da rimanere su quasi da solo,ebbene ,avevo deciso di tagliare la testa al toro (poveri tori…tra poco entreranno in sciopero come i tranvieri perchè sia tagliata ai toreri ) e quindi …forbici…zac…zac …..e quindi macchinetta…una leggerezza da marines…MaINSOMMA!!! mezzo cm lo avevo lasciato…nei miei O nulla,neanche un misero peluzzo.E l’ho ben visto stasera quando ho precettato il mio legittimo amato bene e mi sono fatta togliere quei fazzoletti da bella lavanderina..Tra l’altro avete presente staccare dei capelli da un cerotto??Volete far soffrire il vostro peggior nemico? E’ la tortura giusta!Ed ora mi sento tanto Frankestein

REINCARNAZIONE

Nella prossima vita
sarò uccello ,
signore dei cieli,
per scoprire il tuo corpo
dall’alto
e scendere sopra di te,
leggera,
a sfiorarti con piume di luce.

Nella prossima vita
sarò vento,
eterno pellegrino
di deserti e pianure;
potrò così dolcemente
lambire
ogni parte nascosta
del tuo corpo.

Nella prossima vita
sarò mare
dagli anfratti umidi,
colmi
di sapienti misteri,
per tenerti con me,
e scivolarti sul corpo,
con onde di labbra salate.

Nella prossima vita
avrò il potere del fuoco:
con mille lingue
di fiamma
solcherò la tua pelle;
il tuo corpo arderà,lentamente
sopra un rosso,
letto di cenere.

….e in questa…..sono io…..

anche io copio

Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimeneto.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un sentiero che non era suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per coe di poca importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha detto di sì quando avrebbe voluto dire di no.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.

ERRATA CORRIDGE..per correttezza la frase finale del post precedente “Il silenzio dell’uomo si accosta alla verita’ piu’ della sua parola, le parole hanno non solo il bisogno di essere espresse , ma anche di essere vissute da noi , non da altri………. e per altri , ciao un bacio Arcobaleno ” non è mia,ma è un commento ricevuto

BASTA CON PLATONE!

VA BENE….VA BENE…. ho fatto un piccolo esperimento…. tranquille palomella e setteparole…basta con Platone a rovinare i passaggi digestivi di capuccino e brioche…ma….ora presumo sorga la domanda…che ti è passato per la testa? Beh si tratta di un insieme di cose. Una cosa che ho notato nei blog, è che sovente vengono postati degli aforismi o dei brani o delle poesie.Direi anche che vi è una hit parade del copia e incolla. ” Lentamente muore….” di Neruda credo sia stato postato ultimamente almeno una decina di volte,poi hanno una buona posizione Cohelo, Nezim Hackmett,Oscar Wilde (d’altronde non manca mai neanche nella Settimana Enigmistica).Io stessa è una cosa che ho fatto diverse volte quindi la mia non è assolutamente una critica. Se qualcosa che leggiamo ci colpisce,esprime dei nostri pensieri o delle nostre sensazioni è quasi naturale farlo.Un’altra cosa che ho notato è la tipologia dei blogger. Vi sono alcuni post decimente pesanti,in cui si vogliono esprimere dei concetti,ma in un modo troppo cattedrattico,con una ostentazione di linguaggio.In effetti sono commentati pochissimo .Ho semplicemente unite le due cose.In realtà però il mito della caverna di Platone e estremamente attuale.A me è tornato in mente con Matrix.In Matrix la vita è un programma e siamo le rappresentazioni di chips.In Platone la vita per chi la guarda sono ombre proiettate sul muro dalla luce che c sta dietro,la realtà è alle spalle.Se cun prigioniero si volta è abbacinato dalla luce e quindi continua a credere reali le ombre,ma piano piano la vista si abitua (la consapevolezza) e cambiano i parametri.Ma chi sta di fianco senza voltarsi lo deride,non sa che si tratta di ombre e se qualcuno tenta di convincerlo a voltarsi si ribella,ppuò anche ucciderlo
.Messa così è un po diverso l’impatto ed allora cosa dimostra? che per esempio qui ci starebbe il commento di arcobaleno fatto a un altro post dove non significava nulla oltre l’apparire
Il silenzio dell’uomo si accosta alla verita’ piu’ della sua parola, le parole hanno non solo il bisogno di essere espresse , ma anche di essere vissute da noi , non da altri………. e per altri , ciao un bacio Arcobaleno

LA CAVERNA 2

Esamina ora, ripresi, come potrebbero sciogliersi dalle catene e guarire dall’incoscienza. Ammetti che capitasse loro naturalmente un caso come questo: che uno fosse sciolto, costretto improvvisamente ad alzarsi, a girare attorno il capo, a camminare e levare lo sguardo alla luce; e che cosí facendo provasse dolore e il barbaglio lo rendesse incapace di [d] scorgere quegli oggetti di cui prima vedeva le ombre. Che cosa credi che risponderebbe, se gli si dicesse che prima vedeva vacuità prive di senso, ma che ora, essendo piú vicino a ciò che è ed essendo rivolto verso oggetti aventi piú essere, può vedere meglio? e se, mostrandogli anche ciascuno degli oggetti che passano, gli si domandasse e lo si costringesse a rispondere che cosa è? Non credi che rimarrebbe dubbioso e giudicherebbe piú vere le cose che vedeva prima di quelle che gli fossero mostrate adesso? – Certo, rispose.2 [e] – E se lo si costringesse a guardare la luce stessa, non sentirebbe male agli occhi e non fuggirebbe volgendosi verso gli oggetti di cui può sostenere la vista? e non li giudicherebbe realmente piú chiari di quelli che gli fossero mostrati? – È cosí, rispose. – Se poi, continuai, lo si trascinasse via di lí a forza, su per l’ascesa scabra ed erta, e non lo si lasciasse prima di averlo tratto alla luce del sole, non ne soffrirebbe e non s’irriterebbe [516 a] di essere trascinato? E, giunto alla luce, essendo i suoi occhi abbagliati, non potrebbe vedere nemmeno una delle cose che ora sono dette vere. – Non potrebbe, certo, rispose, almeno all’improvviso. – Dovrebbe, credo, abituarvisi, se vuole vedere il mondo superiore. E prima osserverà, molto facilmente, le ombre e poi le immagini degli esseri umani e degli altri oggetti nei loro riflessi nell’acqua, e infine gli oggetti stessi; da questi poi, volgendo lo sguardo alla luce delle stelle e della luna, [b] potrà contemplare di notte i corpi celesti e il cielo stesso piú facilmente che durante il giorno il sole e la luce del sole. – Come no? – Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare quale è veramente il sole, non le sue immagini nelle acque o su altra superficie, ma il sole in se stesso, nella regione che gli è propria. – Per forza, disse. – Dopo di che, parlando del sole, potrebbe già concludere che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile, e ad essere [c] causa, in certo modo, di tutto quello che egli e i suoi compagni vedevano. – È chiaro, rispose, che con simili esperienze concluderà cosí. – E ricordandosi della sua prima dimora e della sapienza che aveva colà e di quei suoi compagni di prigionia, non credi che si sentirebbe felice del mutamento e proverebbe pietà per loro? – Certo. – Quanto agli onori ed elogi che eventualmente si scambiavano allora, e ai primi riservati a chi fosse piú acuto nell’osservare gli oggetti che passavano e piú [d] rammentasse quanti ne solevano sfilare prima e poi e insieme, indovinandone perciò il successivo, credi che li ambirebbe e che invidierebbe quelli che tra i prigionieri avessero onori e potenza? o che si troverebbe nella condizione detta da Omero e preferirebbe “altrui per salario servir da contadino, uomo sia pur senza sostanza”, e patire di tutto piuttosto che avere quelle opinioni e vivere in quel modo? – Cosí penso anch’io, rispose; [e] accetterebbe di patire di tutto piuttosto che vivere in quel modo. – Rifletti ora anche su quest’altro punto, feci io. Se il nostro uomo ridiscendesse e si rimettesse a sedere sul medesimo sedile, non avrebbe gli occhi pieni di tenebra, venendo all’improvviso dal sole? – Sí, certo, rispose. – E se dovesse discernere nuovamente quelle ombre e contendere con coloro che sono rimasti sempre prigionieri, nel periodo in cui ha la vista offuscata, prima [517 a] che gli occhi tornino allo stato normale? e se questo periodo in cui rifà l’abitudine fosse piuttosto lungo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? e non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure la pena di tentare di andar su? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero, se potessero averlo tra le mani e ammazzarlo? – Certamente, rispose. […]