Archivi del mese: agosto 2004

eccomi

In questo periodo ho veramente poco tempo. La raccolta delle nocciole è il culmine del mio lavoro ed il lavoro è pesante. Alla sera arrivo stanca e solo con la voglia di buttarmi a dormire. Ma un’occhiata alla posta ed al blog la do’ comunque, anche se non lascio commenti, anche se non posto. E come nella vita reale, visto che tanti fanno una netta distinzione tra reale e virtuale,( ma questa è una distinzione di chi non è sempre se stesso, in ogni ambito, e soffre in fondo di una schizofrenia che immette nel virtuale una personalità che non esprime nella vita reale), dicevo, come nella vita reale, non riesco a stare a guardare e a delegare agli altri, non riesco a dire ….tanto è così e non ci si può fare niente…non riesco a dire…beh ci può pensare qualcun altro. E così leggo gilrael, leggo halya, leggo swordman e mi ritrovo in valutazioni già espresse ieri, in spade sguainate ieri. E do’ il mio pieno appoggio, il mio pieno assenso, a quanti si espongono per essere il FRONTLINE delle zecche e delle pulci del paese dei blog. In realtà le polemiche sulla home page, sulle blog-chat, sui post più commentati o più votati, sulla fantomatica blogsfida, sono solo le esternazioni di un problema di fondo, ossia quale sia il significato del blog. E se noi lasciamo che la home page vada avanti così, arriveremo a trasformare i blog in una C6 notturna, in cui i commenti saranno alla stregua di un…hai cam? ti faccio vedere il mio pisellone mentre sborra o ti faccio vedere come mi sditalo.
Ricordo quando ho aperto il blog a fine ottobre dello scorso anno.Le persone con cui ho trovato più affinità, le persone verso cui è nata “stima”, le ho trovate attraverso i commenti che leggevo. Ma quale valutazione, quale impressione si può ricevere da degli ahhhhhhhhh, per non parlare degli hihihiiihhi che visivamente mi trasmettono lo sfregarsi delle mani dell’Uria Heep del televisivo Davide Copperfield? Ma che diavolo può darmi il post di luce nera che dice che è andata a pranzo col norvegese dell’ufficio , cazzo come è figo e così si è ingelosito il suo bello o che cavolo sia, e poi , non ultima cosa, se si va a una cena elegante non ci mette la gonna con le chiazze di un unto, ci si veste ammodo. Dunque , se si scrive, usate la lingua italiana, con la sua consecutio temporum e la ch al posto di k. Ricordo un commento di setteparole ai tempi dell’ultima polemica, quella in cui sedano jr, blogger che indubbiamente sa scrivere, e sa scrivere in italiano,con dei contenuti ( altro problema rilevato), con il nick” che schifo3000″, pubblicava 5 post il cui culmine intellettivo era W LA FOCA CHE DIO LA BENEDOCA tutti in HP .Il commento recitava “.Il blog nasce come un diario, perché mai uno dovrebbe desiderare di vedere sul suo diario commenti che riguardano altre cose e che non hanno niente a che vedere con ciò che hai voluto scrivere? A chi o a che cosa serve? Un saluto, di tanto in tanto, si può capire, ma per il resto ci sono le chat, per l’appunto, e gli sms. C’è bisogno di un blog?. “Giunti erano i post in HP a titolo dimostrativo, grazie a d autocommenti ridicoli ed alfabetizzati, incrementati da una nottata di follia di halya, sofia3000 e la gentile sottoscritta, più di 200 commenti a post, a base di cazzate tipo ma che intelligente che sei etc: Solo che per chi voglia andare a documentarsi,neanche siamo riuscite alla lunga ad essere così idiote e sono comunque usciti aforismi e pezzi di poesia. Insomma , l’intelligenza è più facile da tenere a bada a bada dell’idiozia, ma credo cara Halya che resisterai poco a commentare e a ricevere commenti idioti. A tutto c’è un limite. La blogchat, per i nuovi arrivati, è nata con radiofreccia, e così è nato la leggenda metropolitana della loggia del leopardo,ristretto gruppo di intellighenzia blogghiana di blogger storici che vorrebbero detenere il predominio della bloghome. Tra i suoi esponenti principali proprio halya, il canto del cigno, fallingrain , notimetole ,sedano jr etc etc.Questi erano coloro che più frequentemente apparivano tra i post più commentati, eppure quando io ho aperto il blog sono emersa e nello stesso periodo palomella rossa e poi gelido capriccio e ki, e poi altri. Sino alla blogchat. Dopo non più contenuti , ma tempo da dedicare a commenti,chat trasportata nel blog. Mi chiedo cosa sia servita allora il nascere della chat di aleko21 e diamanta., se ci entri non trovi alcuno,e la chat continua sui blog,ma cosa pensate freghi a molti?
CONTINUA

BOLLITO E SANDALI

Sto aspettando faccia chiaro per uscire. Ho già riordinato casa e preparato anche cena.
Da sabato ho iniziato la raccolta delle nocciole e ciò significa che entrare in casa durante il giorno è un optional.
Comincio ad accusare gli anni temo: ieri sera ero talmente out che alle 9 e mezza sono andata a letto .In compenso stamani mi sono svegliata senza sveglia.
Certo sarebbe più produttivo aspettare finissero di cadere, per raccogliere quei gusci lucidi, bisognerà ripassare, ma se piovesse? due anni fa , se i pesci in Belbo si nutrissero di nocciole, sarebbero stati delle dimensioni degli squali e se si fossero lasciati i piantini delle nocciole sepolte nel terreno molle, avremmo in Langa una foresta amazzonica…di corylus avellanae.
Comunque anche in periodo di raccolta nocciole ,la domenica è pur sempre domenica ed accanto al lavoro è giusto ci sia il divertimento.
Così non ho fatto il treccking a cavallo che era già stato deciso,tra l’altro anche mio marito sabato ha lavorato,ma alla sera ,doccia trucco e vestiti della festa.
Il treccking partiva da San Bovo il sabato mattina, sino a Valdivilla, cena alla brace e dormire in sacco a pelo, per poi rientrare la domenica a San Bovo, con festa patronale e sagra del bollito.
Dopo consultazioni con musi imbronciati di mia figlia,abbiamo portato i cavalli col trailer a Valdivilla sabato sera: sarebbero rientrati a cavallo mio marito e Simona, in fondo l’aiuto della mia dolce metà sarebbe stato casuale e dovuto esclusivamente alla domenica. Una bella tavolata di costine di maiale e cinghiale alla brace, vino dell’ultima damigiana dell’anno scorso e canti intonati e …stonati.
E così domenica ho smesso alle 6 e sono andata al maneggio a recuperare mia figlia che aveva deciso di essere stanca e Francesca, di Torino, che avrebbe dormito a casa nostra insieme alla mia omonima Laura mche invece riportava impavida con mio marito i cavalli a casa. Doccia a ritmo serrato per tutti, ricerca nell’armadio di qualcosa per le fanciulle che avesse un aspetto migliore di qualcosa spiegazzato da due giorni di zaino e via, alla sagra del bollito. Da queste parti il bollito è una tradizione :ci sono ristoranti con la sera fissa del bollito, per non parlare del famoso bollito di Carrù, che per la sua fama ormai costa come mangiare le tagliatelle col tartufo. San Bovo, tolte le case sparse sulle colline, si concentra tutto sulla piazza della chiesa, circondata da un ostello e ben 5 case. E lì i tavoloni e il sagrato come pista da ballo e l’orchestra, uno di quei complessi che girano le feste di paese suonando dal liscio alla canzone di capitan uncino passando per i mitici anni 60, 70 e 80 a scelta, sui gradini della chiesa stessa. Durante la cena ovviamente si parla a destra rispondendo a sinistra e assentendo non si sa a cosa di fronte osservando gli intrecci di storie in una compagnia di essenzialmente single, sembra che essere una coppia ormai sia fuori moda,così Elio che lascia il tavolo con moglie figlia e suocera e viene a sedersi vicino ad Anna, Marinella , la moglie che viene a salutarmi ed io che cerco la conversazione brillante per evitare l’imbarazzo, Alberto il marchese che è così divertente nel fare la corte signorilmente, già fare la corte sarà termine desueto ma perfettamente calzante, daltronde è in effetti veramente un marchese…meno male si va a ballare.
Ballare mi piace veramente, qualsiasi cosa , forse esagero adirittura nel lasciarmi andare in fondo un po’ di dignità alla mia età ci vorrebbe, ma accidenti è divertente. E così passo da una mazurka ballata con un ballerino a un paso doble in cui faccio la scema con Donatella e da una polka saltellata a un twist . Sinchè…. un tacco dei miei sandalini argentati indossati 3 volte e pagati un occhio della testa non decide di essere stanco e di gettarsi a terra. Vado all’ostello …ok ha un martello ,ovviamente mio marito arriva e mentre sfodero un sorriso un po’ acidoal suo prendermi il martello di mano , cosa che detesto, gli chiedo se devo tirare su lo zoccolo come un cavallo, mio caro maniscalco. Beh, il tacco ha resistito sino a una tarantella ,dopodichè ha dato forfait definitivo….ma si alla anche a piedi nudi no? E alla fine come poteva mancare l’esibizione canora di Don Toso? ma Don toso appartiene alla mia collezione di disegni a carboncino e ne parlerò un’altra volta.

COMPLEANNI E SEGNI ZODIACALI

Per una volta che dedico un post di auguri sul blog, riesco a non essere comprensibile, cosa che detesto.Amo la chiarezza e invece questa volta non sono riuscita ad esserlo sufficentemente, giacchè più di una persona ha pensato fosse il mio compleanno e non quello di lara-croff

Oltretutto, anche se mi piacerebbe avere la solarità e l’allegria del leone temo le mie caratteristiche siano molto lontane da quelle di questo segno. Vediamo un po’…..

I nati sotto il segno del Leone spiccano per il loro ego molto pronunciato; amano sentirsi dei personaggi e difficilmente si fanno mancare qualcosa. Sono orgogliosi, hanno un’elevata opinione di sé e vorrebbero eccellere in ogni circostanza: adorano affermare la propria personalità e amano essere apprezzati, il che li rende altamente suscettibili all’adulazione. Amano comandare, tuttavia non adorano vincere con troppa facilità in quanto preferiscono la conquista. Sono degli ottimi organizzatori, anche se preferiscono che siano gli altri a svolgere il lavoro meno importante. Affettivamente sei una persona straordinaria. Sai dare molto a chi ami e il partner che scegli si sentirà amato, coccolato, protetto e fortunato.Sei un leader naturale anche nel lavoro. Potresti fare (è davvero un paradosso) lo spazzino, ma lo faresti comunque con stile regale. Sei portato al comando, che tu sia un imprenditore, un negoziante di frutta o che faccia l’operaio, riuscirai comunque a fare in modo che le cose vadano nel modo che tu desideri. Sai essere uno splendido ospite, un ottimo compagno di avventure e non ti manca certo l’entusiasmo, l’allegria e la generosità.

No, anche se non sono una fanatica di astrologia, credo proprio di corrispondere di più alle caratteristiche del capricorno anche se sono un po’ meno esaltanti. E del capricorno in fondo sono visto che sono nata il 7 gennaio

L’amore giocoso, divertente ed appagante è un lusso, l’amore per te, come ogni altra cosa, richiede fatica, doveri, responsabilità, per ottenere questo non cerchi di non perdere mai il controllo. Questa è la base di partenza, da dove cominci a costruire e a dare, dare perché per te è più facile dare che chiedere e ricevere, operazioni che rischierebbero di metteri in un’aborrita condizione di dipendenza. Le promesse per te non sono parole, sono pietre miliari. Il tuo segno è nato per lavorare. Anzi, per arrivare al successo tramite il lavoro.E’ proprio per questo che sei capace di sacrifici incredibili, di orari impossibili, di dedizione totale ed assoluta, non ti fai problemi di tempo, non hai fretta; sei lento ed inesorabile. . La tua forza è la costanza, tua amica la determinazione, tua amante l’ambizione. Non ti spaventa neppure la solitudine di chi è al comando.Puoi avere sia un vasto giro di conoscenze che frequenti perché danno prestigio, sia un vasto giro di conoscenti che ti ruotano intorno per trarne qualche vantaggio, in un caso come nell’altro non lasciano tracce dentro di te. Nella scelta degli amici,invece, sei molto difficile, c’è da parte tua una diffidenza di base che ha bisogno di tempo per essere accantonata. Non ami gli spacconi, le persone superficiali, gli esibizionisti. Insomma, astenersi perditempo. Però è anche vero che se stimi davvero qualcuno, se, a tuo parere, vale la pena di frequentarlo, diventi un amico speciale. Certo, non sarai molto espansivo, ma sicuramente sarai concretamente presente nel momento del bisogno

DISGUSTO e VERGOGNA

Provo un profondo disgusto
.E non mi importa se qualcuno se ne sentirà offeso.
Stanotte Ludovica ha scritto un post di ringraziamento e di parziale spiegazione. Forse ha scritto la verità, forse è un modo di chiudere ua menzogna sfuggita di mano.
Ma non è affatto la possibilità che possa essersi inventata tutto che mi disgusta.
Sono i commenti che ho letto, la cattiveria e la presunzione espressa in essi, sia anonimi che no. E se chi li ha scritti si sente offeso da queste parole, farebbe meglio a provare vergogna che a sentirsi offeso.
Personalmente ho valutato la possibilità che potesse trattarsi di un’invenzione sin da subito, anche io ho rilevato delle incongruenze e delle contraddizioni e nel coro di grida di appoggio e di condanna alla violenza mi sono sentita piccola nell’esprimerle insieme alla solidarietà e all’offerta di aiuto. So che queste perplessità non erano solo mie,ma di fronte anche a una minima possibilità Ludovica fosse veramente nella situazione che diceva che importanza poteva avere il fare la figura dei creduloni?
Che amaro in bocca…prima tutti a urlare povera ragazza, a afre a gara ad offrire aiuto ed appoggio, poi cambia il vento ed ecco che il coro si trasforma in pietre gettate a lapidare. Ma vi si è minimamente affacciato alla mente cosa un attacco simile potrebbe provocare se le cose fossero vere,la reazione psicologica di una ragazzza di sedici anni? come potrebbe sentirsi?,cosa potrebbe arrivare a fare? e per cosa? per sentirsi depositari di evrità assoluta, per sentirsi bravi come per sentirsi umani si offre aiuto? E non vi si chiesti il perchè se sono frottole?il disagio che potrebbe averle provocate? E allora scandalizzatevi anche perchè una ragazza soffre di bulimia o di anoressia, o se si droga , lapidate chiunque non risponda ai vostri canoni. Invece da dove nascono le pietre scagliate? dal fatto che non si sia profusa in ringraziamenti alla vostra comprensione? dal silenzio che non vi appaga? dall’esservi sentiti presi in giro? Poi quando succedono eventi come quello ddi Elena,la guerriera della luce si grida diversamente! Siete come gli spettatori di un combattimento al colosseo, pronti ad applaudire il sangue,pronti ad osannare il vincitore e a girare il pollice verso per lo sconfitto, esaltati dall’odore del sangue. Sì. provo veramente disgusto ed amarezza. Laura

perchè no?

Solitamente non pubblico post di auguri. Faccio gli auguri con un commento ai bloggers che conosco maggiormente, ma mi sento a disagio ad esternare con evidenza quello che, come un regalo, non può essere fatto a tutti o perderebbe il suo valore. Questo non significa, prima di innescare polemiche, che siano deprecabili i post di auguri, è solo una questione di caratterialità. C’è chi fa doni solo alle persone più vicine e chi fa regalini anche ai conoscenti.
Ma ho appena letto un post con un desiderio che mi ha colpito e perchè no per una volta non esaudirlo?

COMPLEANNO
Domenica è il mio compleanno (22 agosto) scrivo adesso perchè domenica non avrò tempo di farlo … vorrei tanto che venissero organizzati i fuochi artificiali per festeggiare, ma tanto che non succederà …baci a tutti
lara- croff

Riflessioni

A quanto pare si chiama Ludovica ed ha 16 anni e certo, se la sua situazione è quella che descrive nei suoi 4 brevi post, non vive i 16 anni nel modo in cui dovrebbe viverli.
La violenza all’interno della famiglia è una realtà, un icesberg di cui si vede la parte fuori dalle acque spesso soltanto quando assume macro-dimensioni o sfocia sulle pagine della cronaca.
In questo caso specifico c’è un elemento particolare di cui tener conto,ossia internet nella sua virtualità.
Non credo di essere la sola ad essermi chiesta se le cose scritte siano reali o se non siano frutto di una realtà virtuale inventata. Anche il mondo dei blog, come la chat, è terreno adatto per personalità fittizie, che sono frutto di una ricerca di interesse, di uno sfuggire a una realtà che non appaga, desiderio di attrarre l’attenzione,persone che pur dietro lo schermo di un monitor e di un nick mostrano non se stessi ma ciò che vorrebbero essere.
Un’altra cosa che mi sono chiesta è quanto Ludovica, se è reale, sia obiettivamente attendibile. Gli adolescenti proprio per il loro essere adolescenti tendono ad estremizzare, ad amplificare torti e ragioni,è forse l’età in cui maggiormente ci si sente centro centro dell’universo e convinti di verità assolute. E’ per questo che è l’età dei maggiori conflitti familiari,un processo di crescita naturale,a volte anche esasperato per arrivare all’indipendenza emotiva e che come il taglio del cordone ombelicale alla nascita è sempre,anche se non sempre nella stessa misura,traumatico.
Ma al di là di questo uno dei mali peggiori dell’umanità è l”indifferenza e il voltare lo sguardo da un’altra parte davanti a ciò che potrebbe coinvolgerci o che implica una presa di posizione.
Ed allora in questo caso meglio rischiare di essere stati presi in giro che restare indifferenti.
Ho letto molti commenti ed anche questi mi hanno fatto riflettere. E’ difficile dare giudizi e consigli con pochissimi elementi di valutazione.Bisognerebbe conoscere l’effettiva situazione familiare e le sue correlazioni con l’esterno,le persone che la circondano. Ci sono realtà sociali e culturali in cui la stessa situazione oggettiva è in realtà diversa .Vivere la stessa situazione in un piccolo paese è diverso che viverla in una grande città, le stesse istituzioni sono diverse.E non sappiamo se Ludovica va a scuola, se ci sono familiari,se ci sono amici,se c’è un sacerdote o un medico con cui confidarsi. E quale è la sua personalità? Certo il consiglio che le è stato dato maggiormente è stato di rivolgersi ai carabinieri o all’assistenza sociale, di trovare lei stessa la forza di reagire in tal modo, ma non dimentichiamo quale può essere la fragilità e il timore delle conseguenze di una sedicenne. E a volte, le stesse istituzioni spersonalizzano le situazioni e arrivano a creare situazioni altrettanto problematiche.
Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la criminalizzazione assoluta o la giustificabiltià del padre.Ed anche qui mancano elementi di valutazione.C’è stato un periodo in cui mia figlia maggiore l’avrei presa a schiaffi per reazione a dei comportamenti ,in cui mi sono allontanata fisicamente per non farlo. Capisco che un figlio possa indurre alla violenza un padre,o una madre, e questi possa esservi trascinato, al di là dell’amore.Non per questo lo giustifico,esiste la responsabilità di essere genitori e la maturità di esserlo. Ed allora in questo caso,pur non giustificati dovrebbero dei genitori essere a loro volta aiutati e compresi. Ma anche qui ci sono differenze di situazioni e a volte la condanna totale è necessaria, la non giustificazione assoluta o arriveremmo all’assurdo di poter giustificare in qualche modo pedofili come il mostro di Marcinelle o chi uccide, infierendo, una bimba di due anni. Cercare le spiegazioni di come si sia potuti arrivare alle atrocità dei campi di concentramento nazisti non significa affatto giustificarli.

CIRCO DI FERRAGOSTO

Da dieci giorni 4 roulottes sono nel campo sportivo .Sono vecchie roulottes, a parte una e mentre stenditoi pieghevoli fanno bella mostra di bucati fatti al lavatoio lì vicino, si possono vedere due ragazzi che lanciano in aria clave o palline o una bella ragazzza bionda che assume pose impossibili. Sono i fratelli Niemens,uno di quei quei piccoli circhi che girano i piccoli paesi della provincia.Dieci manifesti annunciano l’arrivo del circo , poi appena montata la tenda , i manifesti vengono spostati nella piazza successiva,annuncuna fra le poche realtà sopravvissute di piccoli circhi girovaghi che vedono protagonisti padre, madre e i loro figli. Ormai da anni sono un appuntamento. i primi anni erano padre, madre e 6 figli dal piccolo clown con più di una finestrella al posto dei denti all’adolescente giocoliere, il sanguigno capofamiglia che dai panni di presentatore passava alternativamente a quelli di lanciatore di coltelli a quelli di illusionista, la mamma dalla linea invidiabile nonostante le gravidanze, che passava dalla vendita dei biglietti a fare la “velina” della situazione. le stesse barzellette anno dopo anno. E pian piano i ragazzi che crescono, si sposano e invece di uno spettacolo unico per mantenere tutti ,quattro “squadre” che nella stessa sera fanno spettacoli in quattro paesi diversi.
Qui hanno trovato un ambiente accogliente, dove sono stati quasi adottati, dove vengono offerti pranzi e cene dalla pro loco e da famiglie ed è diventata la loro base della zona. Quest’anno a Jonathan, ventunenne sposato da due mesi , si è fatto pure il regalo di nozze, anche se in ritardo.
E anno dopo anno si è anche conosciuta un po’ della biografia della famiglia I Niemen sono sinti originari dei territori della Bielorussia e della Lituania. La memoria di famiglia, tramandata oralmente, racconta che il primo dei Niemen fosse stato addirittura un giullare alla corte dello zar e che avesse assunto quel nome prendendolo a prestito dal fiume Niemen che attraversa quelle regioni, sfociando nel Mar Baltico.La grande famiglia è composta da burattinai, giostrai, circensi e artisti di varietà: artisti girovaghi, legati agli spettacoli di piazza e al nomadismo che ne consegue. La pluralità dei mestieri esercitati è scelta inevitabile, dato che i Niemen sono numerosissimi e stringono molteplici legami di parentela con altre famiglie circensi, i Medini i De Bianchi, i Caveagna, i Gerardi, i Casertelli, i Togni… La duttilità professionale è indispensabile per superare difficoltà contingenti e storiche, e andare incontro alle nuove esigenze del pubblico.Un ramo della famiglia tramanda la tradizione burattinaia di Gianduja e non manca neanche uno scrittore, Annibale, che ha scritto un libro,”la casa su due ruote” sulle tradizioni girovaghe.E la sera di ferragosto spettacolo anche nella nostra piazza.. Un tappeto blu stellato a terra e due artisti, perchè sì, sono artisti, Jonathan e “Banana” a lanciare clave, cerchietti e palline in aria, qualcuno cade ,ma subito l’esercizio viene ripetuto, i soliti sketch da pagliacci, ancora gli stessi di quando Banana era un bimbetto, però ora fa anche il mangiatore di fuoco, mentre Jonathan si cimenta coi cilindri oscellanti e da una cassa viene estratto un pitone e poi giù alla proloco, per una spaghettata di mezzanotte, i bimbi che chiedono di provare a far saltare le racchette che impietosamenet cadono.

un week-end bagnato

Questo week-end dovrebbe essere più tranquillo del precedente, sia pure se di ferragosto….una grigliata in giardino con degli amici e , domenica sera , circo in piazza e cena alla Pro Loco.La scorsa settimana Laura , una mia omonima di Moncalieri, conosciuta al raduno nazionale di Pinerolo della Fitec, compiva gli anni e mi aveva chiesto di organizzare un trecking di due giorni con Michael, svizzero proprietario del maneggio vicino a casa mia e che è la palese antitesi dei detti comuni sulla precisione e la puntualità svizzere.
Giacchè ho solo due cavalli ,e volevamo fare il treccking, due giorni bivaccando in Belbo sia mio marito che io e figlioletta,avevo già detto a Michael di preparare un cavallo in più,ma venerdì mattina, mentre finivamo di tagliare legna con la mia dolce metà (ancora in ferie) , la circolare mi ha fatto un brutto scherzetto. Un pezzo è saltato, colpendomi all’interno della coscia, verso l’inguine.Risultato una bella ferita lacero contusa,un bel sette sanguinante che avrebbe anche meritato qualche punto,ma che non volendo perdere una mattina al pronto soccorso, ho risolto con uno strip di cerotto (avvicinare i lembi e cerottare), resta solo una cicatrice più evidente.Comunque impensabile la sella per due giorni. Meno male,perchè visto il seguito,non so come avrebbe potuto riuscire la cosa,sempre in virtù della ben nota organizzazione svizzera.Venerdì sera sono arrivate Laura e Francesca,una sua amica .Hanno cenato e dormito a casa mia,una cena tra donne,giacchè mio marito aveva un impegno .Poi il mattino le ho accompagnate da Michael e ho caricato sul fuoristrada tende e bagagli…un gruppo di 12 persone.Sergio e Simona li avrebbero raggiunti alla pausa di pranzo in un agriturismo a un’ora da casa nostra (un’ora a cavallo ovvio). Io invece avrei fatto due viaggi al posto stabilito per il bivacco, uno per il foraggio e uno per le tende. nel mezzo dovevo andare a comprare per una grigliata.Quindi. scaricati i bagagli nel mio garage ho caricato 4 balle di fieno e un sacco di fioccato e sono partita alla ricerca del posto stabilito, che non conoscevo..Le spiegazioni sembravano semplici…Vai a Lequio passando per Tre Cunei, dopo la piazza c’è una strada in discesa,arrivi ad una cascina con una cinquantina di sci contro una staccionata,prosegui sulla strada non asfaltata ,quando la strada termina c’è un prato. Seguite le istruzioni,arrivo alla strada in discesa e già lì, vedendo che si trattava della strada santa Caterina,che in pratica costeggia in alto il Belbo per una decina di chilometri, ho realizzato che era come se, per andare da Savona a Torino ,fossi passata per Aosta,arrivando strada Santa Caterina proprio al mio paese e quindi bastava imboccarla da via Follo (10 minuti contro mezz’ora).
Ma imboccatala si è posto un altro problema,già a venti metri c’è un bivio con una strada che scende in Belbo e così continuando ne trovi una decina.Notate che ogni bivio ha anche la segnalazione delle cascine,ma non quella di cascina con gli sci!! E non è che incontri persone cui chiedere, come in un corso di città.Per cui mi sono fatta una cultura sulle cascine della zona.
Comunque alla fine ho imboccato la strada giusta, segnalata da un bel cartello Loc.Sanfrè (a sapere che era tale il nome della località), come confermato da un signore cui ho interrotto il pranzo bussando alla sua porta.E la cascina con gli sci non aveva più gli sci. Beh un’ora e mezza per raggiungere un posto dove sarei potuta arrivare in venti minuti non è male!
Lasciato il fieno, sono tornata a caricare i bagagli ( per la strada breve) e sono scesa in Alba a fare la spesa…al mio paesello c’è solo un negozietto.Meno male che esistono i supermercati, dove compri tutto insieme,dalla carne ai piatti di plastica e alle 4 e mezza ero di nuovo sul posto, pranzo saltato, e persino con una torta completa di candeline, a preparare il campo, dopo un paio di telefonate acide .in cui ringraziavo delle indicazioni precise e no, non li raggiungevo all’agriturismo,se volevano anche cenare.Alle undici me ne sono andata…dovevo anche passare a dare una mano a sbaraccare i tavoli della polenta in piazza (200 persone) al paesello.Il sabato precedente alla cena delle raviole erano 460 quindi una cosetta da niente, e fatti pure due balli ,a casa sono rientrata alle 3. Appuntamento per ricaricare i bagagli alle 9 ,ma….alle 5 mi ha svegliata una pioggia scrosciante, un temporale tale da vedere indistintamente la casa di fronte. Buio, niente luce.La mia piccoletta in tenda e vicino al Belbo,non in un posto pericoloso,ma i torrenti hanno una loro personalità capricciosa e dove un’ora prima c’era un guado può diventare impossibile attraversare.Il primo impulso era quello di saltare in macchina,poi è prevalsa la razionalità Buttati in una borsa cambi adeguati,preparato alla luce di una candela un thermos gigante di caffè(certo non sarebbe stato facile accendere un fuoco) , preso in cantina un fornelletto da campeggio per scaldare il latte alle due ragazzine ,una mia figlia, e indossato pure io stivali e cerata sono aprtita alla missione di soccorso.Meno male che mi era venuto anche in mente di buttare in macchina la motosega ,visto che ho trovato un albero caduto che non riuscivo a spostare e quindi sono riuscita a raggiungerli.Intanto la pioggia era finita e loro hanno continuato con un percorso diverso,che evitava il Belbo, mia figlia entusiasta dell’avventura,io a caricare bagagli fradici.

Traslochi e disegni

Lunedì e martedì mi sono ritrovata a fare un trasloco. Generalmente si fa per sè, a volte può capitare di aiutare un parente od un amico, difficilmente, a meno di non avere un’impresa di traslochi, si fa per uno sconosciuto. Ma in un paesino di neanche duecento anime se capita che un novantenne riceva lo sfratto dopo 25 anni, anche se da quando sei venuta ad abitare in tale paesino non lo hai mai visto in paese , e se fai parte degli incapaci a dire no, o perlomeno ignorare, ti ritrovi a smontare armadi e imballare stoviglie.E come paga aggiungi un ritratto a carboncino alla tua collezione di personaggi.
Giovanni abitava in una porzione di cascina distante circa 5 chilometri dal centro del paese (anche se parlare di centro è un eufemismo…insomma, dalla piazza dove ci sono chiesa, municipio,scuola e ufficio postale e un po più di case raggruppate) e vista l’età non è che la domenica salisse in paese a messa, a parte che anche se avesse abitato ad un metro di distanza da essa in chiesa non ci sarebbe andato lo stesso.
Quando Rosina è morta,due anni fa, la nipote ha ristrutturato la parte di cascina libera e vi ha impiantato un laboratorio artigianale di dolci, soprattutto torte di nocciole, e gli ha detto che aveva bisogno dell’alloggio, due camere affacciate su uno di quei terrazzi che corrono lungo tutta la casa. In città, forse i servizi sociali lo avrebbero fatto entrare in una casa di riposo, volente o nolente,il sindaco neanche avrebbe saputo della sua esistenza, e nessuno si sarebbe accorto che quell’anziano signore non si vedeva più.
Qui il comune aveva un alloggetto sotto la scuola e ora Giovanni sta “in centro”. Ma il trasloco essenziale andava fatto in giornata in modo da creargli meno disagio possibile.E in pratica la giunta, compresi sindaco e vicesindaco ( e poi parlano degli onori amministrativi), con l’operaio ,unico, del comune e tre assistenti domiciliari della comunità montana, alle nove era sul posto.La camera di Arles di Van gogh è un sogno al confronto.Pavimento di assi, impianto a piattina, e un ammasso indescrivibile di roba, di chi non ha mai buttato via nulla.Una mattinata passata a trasportare mobili sul terrazzo e a caricarli sulla pala del trattore di Piero ( in fondo il sistema è lo stesso dei traslochi dei traslochi cittadini ai piani superiori) per essere caricati poi sul rimorchio, convincendo Giovanni che non si poteva tenere tutto, che qualcosa bisognava eliminarlo. Smontando i lampadari, per rendere l’idea dello stato in cui era la casa, mi sono fatta le meches nere.Ma all’una i mobili erano nella nuova casa, pronti da pulire e montare.Quando gli altri sono andati a mangiare qualcosa ho provato a chiedere a qualcuna delle vedove della piazza se avevano un piatto d’avanzo per Giovanni, visto che cucinare lì era ancora impossibile, ma a una titubanza che penso sia dovuta a qualche vecchia “ruggine” che non essendo del posto ignoro, mi sono portata casa Giovanni e le assistenti domicialri, ho fatto una pastasciutta e il problema è stato risolto. E ho iniziato a delineare il ritratto a carboncino. Per gli anni che ha Giovanni è ancora autosufficente. Certo cammina col bastone, accusando della sua difficoltà un congelamento delle dita dei piedi in Russia, ma ha uno sguardo ancora limpido e si muove abbastanza bene e ha una certa distinzione,anche nel vestire.Capelli candidi sulle spalle come come una criniera , barba curata,occhiali dalla montatura dorata…senza quelli avrebbe una certa somiglianza con Garibaldi di cui abbiamo cercato mezz’ora un ritratto che era finito nella spazzatura.Già, le assistenti sociali sono giovani e non pensavano nella cernita delle cose alle affettività…e così come non recuperare il fazzoletto rosso da partigiano, la cintura di ordinanza da alpino, le tessere del partito comunista dalla sua nascita? Ed a ogni oggetto affannosamente ricercato un tassello di racconto di una lunga vita. A quello mi sono dedicata martedì, ad attaccare la pendola centenaria, i quadri con foto di signore in abito lungo e bambini vestiti da bambine, di un padre non tornato dalla guerra del 15-18, del mettere in un baule in cui prima convivevano posate e stracci e attrezzi agricoli il barracano portato dalla campagna d’africa, il fazzoletto da collo da festa, i ricordi di una vita, ascoltando il racconto di una moglie austriaca e di una moglie tedesca, di una figlia che non c’è più e di un suo bambolotto sul buffet.

A.A.A.CERCASI……tempo clonato

Ultimamente ho acceso raramente il pc, e di fretta, per motivi utilitaristici.
Giornate piene, in cui non riesco a trovare il tempo, neanche per leggere, anche i margini di quello sottraibile al sonno sono inesistenti.
E’ difficile trovare le giusti dosi degli ingredienti della vita quotidiana, tra famiglia, lavoro e impegni assunti.
E mi ha dato da pensare una frase gettata lì per caso oggi da una persona, incontrata mentre entrambe buttavamo la spazzatura… tu sei troppo disponibile. Non era detto a mo’ di complimento e mi sta rigirando per la testa da oggi, forse perchè gli ultimi 4 giorni sono stati veramente frenetici e sarebbe bastato qualche no o anche semplicemente un ignorare., un non cogliere. Invece ho finito per sentirmi quasi colpevole di pochi momenti rubati all’orologio esclusivamente per me,anzi per neanche goderli perchè l’orologio li limitava. E così sabato e domenica ho corso per un giro a cavallo che non ho fatto corse inframezzate da una festa di paese, e ieri ed oggi mi son ritrovata a fare un trasloco. Ma magari, se trovo il tempo, lo racconterò in qualche post.