Archivi del mese: febbraio 2005

BRILLANTI

Oggi splende il sole. E tutto splende, in uno scintillio di brillanti. La soffice coltre di ieri, in cui sprofondava il piede silente, i rumori ancora più attutiti dal grigiore perlaceo del cielo ancora colmo della neve che continuava a scendere fitta, reimbiancando subito il segno della pala che scavava trincee, è oggi sostituito da uno splendore di ghiaccio, cristalli abbaglianti su cui il piede si posa cauto, attento a non scivolare, runmoroso di scricchiolii di vetro infranto.I cani correndo non spariscono più in un turbinio sollevato, gli alberi si spogliano gradualmente del loro niveo abito che li opprimeva, con un orgoglioso rialzarsi dei rami mentre una mano invisibile sembra scrollarli. I trattori che ieri passavano e ripassavano con la lama a terra creando mucchi sporchi ai lati delle strade, oggi marciano con la pala alta a spandere sabbia. Sabbia mista a sale, perchè si sciolga la lastra su cui le auto procedono,giocando, attente a non frenare bruscamente, attente a non mollare i giri del motore , girandosi negli spiazzi con testa coda voluti.
Credevo quest'anno di non vedere neve, lasciare l'attrezzatura da sci a riposo, in quegli strani capricci del clima che l'avevano fatta emigrare al sud e invece è giunta, quasi non più attesa. E questa volta me la godo, ho il tempo di giocarci senza l'affanno del fare il sentiero per la legnaia, per scendere al piano di sotto, per andare dagli animali, senza la preoccupazione dei ritorni a casa. Siamo a casa in due, il marito a casa in ferie per una delle tre settimane rimaste ancora dello scorso anno.Forse solo un po' di irritazione.Irritazione per i lavori programmati, quei lavori che da sola non sono raddoppiati nel tempo,ma quadruplicati e mi ritroverò a fare da sola tra breve,irritazione per la tendenza maschile all' "insegnamento". Poi ne sorrido, come quando mio marito arriva e si impadronisce della motosega per potare gli ultimi due noccioli….in fondo di un po' di senso di dipendenza della propria donna gli uomini hanno bisogno no? E intanto mi riposo al caldo,lasciando all'uomo i cosidetti lavori maschili….

MA LA GALLINA è un animale intelligente?

(segue)

Cochi e Renato cantavano " E la gallina non è un'animmale intelligente, lo si capisce da come guarda la gente".
In effetti lo sguardo fisso di un pollo non fa pensare a grandi elucubrazioni cerebrali, ma i gallinacei hanno indubbi caratteri comportamentali paragonabili a quelli della nostra intelligente umanità.
Intanto risentono come l'uomo dei condizionamenti sociali.
Ammassati in un capannone, con genotipi standardizzati di piumaggio e grandezza , nutriti con mangimi in quantità standardizzate, il loro comportamento diventa uniformizzato.Al buio si stringono contro gli altri, immobili, si lasciano afferrare senza un gesto di ribellione, tutti uguali, andando come un gregge alla propria sorte. Nessun sprazzo di individualità.
La storia lo insegna. L'uomo in gregge viene ugualmente condizionato, unifora pensieri, uniforma comportamenti. Ricordate una piazza durante un discorso di Hitler? Paragonatela con la foto del post precedente….ed in un certo senso gli stessi ebrei nei capi di concentraento, si lasciavano condurre coe polli sui nastri trasportatori verso le stie….E non è forse facile per i edia uniformare gusti e modus pensandi? E così ognuno acquista una napapiri, piange a comando, ride a comando, si indigna a comando.
Eppure i polli non in branco hanno una loro personalità!
Io allevo dai 10 ai 20 polli. Stanno in un pollaio cintato per un centinaio di metri quadri da una rete. Mangiano meria rotta (ossia mais frantumato), a volte pastoni di pasta avanzata e crusca, raccolgo mazzi di parietaria,pittonano insetti e lombrichi nell'erba.Attualmente ho due galli ed otto galline.
Dei due galli uno ha l'orologio rotto . Canta nel cuore del notte, alla luna anzichè al sole,forse scambia per il sole un lampione della strada.Credo seguirà in breve la sorte ria di un altro gallo, finito prematuramente in pentola in quanto non aveva idea di cosa fosse la convivenza pacifica, sempre pronto alla rissa per la sua supremazia di gallo nel pollaio, che oltre a copulare a suo piacimento immancabilmente feriva beccandole le sue compagne di un momento.
Le galline non da meno si differenziano. Una gallinella candida ha un grande spirito di indipendenza: vola al di là della rete appena desta e torna nel pollaio solo in occasione del cipo e per ripararsi la notte.Un'altra si ostina a depositare le uova a terra, ora qui ora là, disdegnando il nido delle compagne. Un'altra ancora quando un gallo la vuol montare gli rende difficile la vita, svolazzando qua e là e sempre con un atteggiamento di ribellione.
E certamente nessuna sta immobile in un angolo quando la si vuol afferrare.
Polli?…. Uomini?…..

POLLI DI ALLEVAMENTO

Due miei vicini allevano polli. E in certe giornate, specie estive, quando vengono lasciate aperte le vasistas, si "sente" decisamente. Ma abitando in campagna si fa l'abitudine agli odori, animali, concimazioni…
Ieri sera Mauro mi ha chiesto se ero libera, poichè mancava una persona a caricare. Per di più è cugino di mio marito e le nostre figlie vanno a scuola insieme, quindi è quasi un obbligo rispondere affermativamente, anche se si tratta di un lavoro che non mi piace.
I polli si caricano di sera, quando fa buio. Le luci che sono rimaste accese ininterrottamente per i 40/50 giorni del ciclo di allevamento vengono finalmente spente. Gli occhi si abituano in fretta all'oscurità. E i polli, bianchi,appaiono come un mare ondeggiante di piume che si ammassano le une contro le altre, compattamente.Da esse emerge un rumore che sembra un'unico rombo. Stivali di gomma che calpestano la pollina, molle nei punti di abbeveramento, attenti a non inciampare nelle catenarie del mangime, berretto e guanti, vestiti vecchi, si inizia.Si immergono le mani nella massa informe e si afferrano due gambe per mano, due polli per parte con la testa in basso , facendo attenzione a non prendere in faccia una sventagliata delle ali che sbattono.Sono gia stati montati i nastri trasportatori dalle sponde alte su cui "gettarli".
Un lavoro metodico, ripetitivo, ci si china, 4 polli, ci si richina, altri 4 polli, mentre si restringe la massa chiara e comincia a restare la pollina vuota, mentre si inizia a sudare nell'umidità del capannone. Fuori altri, su un castelletto, caricano i polli che arrivano dai nastri nelle stie impilate sul camion.Una pausa, si beve, si mangiano caramelle a togliere l'odore trasformato in sapore dalla bocca, mentre il camion gira per caricare dall'altro lato. Non si cena certamente prima, sarebbe uno spreco, perchè lo stomaco, almeno il mio, non terrebbe.E tornata a casa mi spoglio sul terrazzo su cui si affaccia la porta di ingresso, gli abiti sono talmente intrisi di odore di pollina che resterebbe in casa per giorni e vado direttamente in bagno a lavarmi. (continua)

NOTA:
un allevamento intensivo di polli è più convincente di ogni lettura o racconto per metterci in guardia prima di consumare a casa o al ristorante il classico pollo arrosto di cui non conosciamo la provenienza. Immensi capannoni dove ogni metro quadrato ospita dai 12 ai 14 polli, illuminazione funzionante giorno e notte per accelerare il ritmo della crescita, scarse possibilità di movimento degli animali ai quali non è consentito di uscire all'aperto, mangimi additivati con integratori alimentari e prodotti farmaceutici (antibiotici e chemioterapici) per prevenire la diffusione di germi e virus che aggredirebbero facilmente le migliaia di polli che vivono negli allevamenti intensivi.
L'allevamento avicolo intensivo ha un ciclo produttivo velocissimo, nell'arco di 40/50 giorni dalla nascita il pulcino destinato alla produzione di carne viene ingrassato e portato ad un peso utile per la commercializzazione.

il perchè di una foto

Questo post è dovuto ad un commento di "miclos", che nota come io abbia una foto reale, non di fantasia, nel titolo del mio blog, dicendo che poche sono le donne in questo mondo virtuale ad avere il "coraggio" di farlo.. Io non lo definirei coraggio, ma modo di essere. Il mio blog non è nato con una mia foto, l'ho inserita con una motivazione ben precisa in un momento particolare della storia dei blog. Lo ricordano senza dubbio i bloggers più datati, un periodo di diatribe accese sulla home page e l'imperversare di anonimi,tra cui spiccava un certo" osama", commenti anonimi che spesso sfociavano nella volgarità tout court, aggettivazioni di loggia nei confronti di bloggers molto seguiti. Sempre in quel periodo ero stata accusata io stessa di essere autrice di commenti anonimi particolarmente pungenti e la foto era stata da parte mia una risposta. Mi assumevo la piena responsabilità di quanto postavo sulla blog sfida, di quanto potevo dire su un blog, dei commenti che facevo, senza nascondermi,neanche dietro un nick. Era anonimo tanto quello che appariva come tale, quanto ognuno di noi ed allora io ero Laura e Laura aveva quella faccia. E in un mondo in cui spesso si rivela solo ciò che si vuol mostrare, in cui si mostra un lat o, ciò che si vorrebbe essere a non si ha il coraggio di essere ,avevo scelto quella foto particolare proprio perchè mostra molto di come sono.Avrei potuto sceglierne un'altra ,esteticamente m igliore, ma questa è abbastanza simile a come sono non solo fisicamente.La posa da pensatore è la mia razionalità, lo sguardo lontano sono i miei pensieri non razionali, ma la mano in primo piano mostra il lavoro ancorato alla terra, non è una mano curata, è una mano che lavorala terra,la gamba mostra la muscolatura ed io sono orgogliosa della mia forza, è il mio modo di affrontare la vita e sulla maglietta c'è una scritta "interdit interdire".Interdit è la mia difficoltà a lasciare che gli altri entrino dentro di me, a interdit interdire è la mia libertà, di pensare, di sperimentare, di vivere.

ORGOGLIO

Qual è il significato di orgoglio?
Chi ostenta umiltà lo identifica spesso con la superbia e l'ostentazione di sè.
Ma chi è veramente umile può aggettivarsi come tale? Umiltà, ingenuità, istintività non sono forse tutti atteggiamenti che non possono essere consapevoli?
Orgoglio è nascondere la propria nudità od avanzare nel mondo mostrandola nella sua bellezza e nel suo contrario, attraversando gli sguardi altrui?
Orgoglio è agire mantenendo la propria e l'altrui opinione su se stessi oppure orgoglio è agire al di là delle conseguenze nei rapporti ?
Orgoglio è mantenere qualcosa o accettare di perdere qualcosa?
                            
                      
ho letto una massima che mi dà da riflettere:
Vi è una falsa umiltà che giudica orgoglio desiderare le massime altezze – la perfezione della contemplazione, la vetta dell'unione mistica con Dio. Questa è una delle maggiori illusioni della vita spirituale, perché solo in questa grandezza, solo in questa unione esaltante, noi possiamo realizzare la perfetta umiltà. (T. Merton)
(T. Merton)

REMO IL DOLCE

In passato ho postato dei "ritratti a carboncino", personaggi che non nascono dalla penna di uno scrittore, ma persone reali, che incrociano la nostra vita, a volte anche solo una volta, lasciandovi un'impressione indelebile. Basta guardarsi intorno e "guardare", non soltanto con gli occhi, ma sentendoli con l'emozione.
Remo l'ho visto le prime volte mentre mi trasferivo dalla Liguria in Langa. Quasi tutti i giorni attraversavo le alture che dividono Liguria da Piemonte, 56 chilometri di strade tortuose e strette, il fuoristrada carico delle cose non necessarie alla vita quotidiana, Simona infante nel suo seggiolino , a volte, forse incoscientemente, attaccata al seno mentre scendevo da Serole a Cortemilia,per andare a preparare la futura casa…. tinteggiature, impianti luce,aiuole….e altro. A qualche chilometro dalla casa, un'altra casa, poi seppi che era uno dei "ciabot" comprato da uno dai tanti svizzeri che si sono trasferiti in Langa,e sempre un muratore che costruiva muretti di pietra di langa ad abbellire l'esterno.La pietra di langa….blocchi squadrati pur se dalla superficie irregolare, posti uno sull'altro come mattoni. Lungo le strade, nei boschi, nelle vigne, tutti muretti costruiti così dai vecchi contadini, pietra su pietra, cementate da una "malta" fatta di terra bagnata. Grondano il sudore e la costanza di chi li ha costruiti, portando le pietre coi buoi, portandole a mano. E ogni volta che passavo rallentavo, mi fermavo un attimo ad osservare. Si capisce quando qualcuno è bravo nel suo lavoro, anche se non se ne conoscono i segreti ed io immaginavo già muretti simili intorno alla mia casa e cercavo di carpire come quell'uomo scegliesse le pietre, le accostasse, ne spaccasse un angolo per adattarle. Un cenno di saluto, ormai un'abitudine, ci conoscevamo senza conoscerci.
Ci siamo reincontrati a una festa di paese, una sagra della 'bagna cauda'. Scoprii che era amico di mio marito, una passione comune da giovani per le moto. Un personaggio. Un'aria da bambino cresciuto, nonostante la barba di un biondo sfumato nel rosso. Una faccia piatta,larga, da persona tranquilla.Un abbigliamento casuale, fatto di pantaloni sformati e gilet aperti, misurato nei movimenti, quasi a volerli risparmiare. Ora separato dalla moglie stava costruendo un'altra casa, in pietra, sotto il ponte di Campetto. La casa precedente la guardava dall'alto. E un'eredità di soldi e terreni di uno zio lo aveva fatto decidere di fare soltanto quello che aveva iniziato nel tempo libero: scolpire la pietra. Lo vedevi cercare in Belbo le pietre sagomate dall'acqua, in cui forse già vedeva la forma che nascondevano, lo incontravi alle feste di paese con le sue creazioni. E iniziò poi con le mostre. Una nuova compagna… dapprima nascostamente, era la moglie di Sergio B., poi la convivenza alla luce del sole. E insieme crearono un gruppo folkloristico, di vecchie canzoni langarole, lei tra coloro che danzavano, lui che suonava la tuba, sempre coi suoi cappellacci e i suoi gilet…non era per lui un costume, era il suo modo di essere. "pijtene gvarda"… come dire stai accorto, fa attenzione…

 L'altro giorno passavo in auto e ho visto Michelino della corriera, Manuele del bar della crociera, il benzinaio e un'altra decina di conoscenti che fermata l'auto guardavano giù dal ponte…nessun segno sul guard-rail, quindi nessuno doveva essere volato di sotto uscito di strada…che è successo? Remo ,sembra un infarto…già, stava arrivando l'elisoccorso, l'ambulanza lo aveva chiamato. 52 anni, operato di urgenza, in coma, Forse Remo non firmerà più le sue pietre con il nome da lui scelto : "il dolce".

acquistare un’auto

Sono stata un po' latitante, impegnata a girare concessionarie per l'acquisto di un'auto nuova. Non è esattamente semplice e soprattutto richiede tempo, se non si parte già con un'idea ben definita circa la marca ed il modello, pur avendo le idee chiare sulle esigenze che il mezzo deve soddisfare.Intanto per me, sperduta  tra nocciole e polli, bisogna già  "recarsi in città" e per non fare le corse con i ritorni di pulmini scolastici, pranzi, corsi di calcio etc etc. decidere di impegnare i due giorni alla settimana in cui la piccola di casa è a scuola l'intera giornata.
Dopo un paio di sere in discussioni coniugali postconviviali con  Quattroruote alla mano, uno studio sulle Pagine Gialle per organizzare i percorsi tattici, consultando mappe interattive  e indirizzi,  si parte. E si fa almeno due volte il giro di ogni rotonda cittadina cercando di orientarsi….
Cerco un fuoristrada che abbia un peso trainabile di almeno 18 quintali, e che effettivamente li traini con disinvoltura, il trailer pesa 7 quintali e due cavalli  sono un po' più di 10 quintali,quindi almeno un 2500 diesel o un 3000 benzina.La preferenza è al diesel, possibilmente autocarro, per risparmiare  su bollo e assicurazione.Peraltro non va bene un autocarro due posti visto che una figlia a seguito l'abbiamo sovente. Poi meglio un pick up, almeno si possono caricare delle balle di fieno senza poi trovarselo nell'abitacolo dappertutto.Ma accidenti,quando si comincia a bilanciare un 25.ooo euro o euri ,alla scelta,tanto alla resa dei conti sono pur sempre una cinquantina di milioni, si auspica anche un po' di comfort e qualcosa che non sembri proprio un camioncino.
Prima tappa alla Land Rover, visto che la dolce metà è prevalentemente orientata al Defender ( quello dei carabinieri per capirci). Stiamo nel prezzo, ma il pick up ha sì tre posti, ma se ci vado a far la spesa devo augurarmi che non piova, visto che la spesa suddetta potrebbe solo essere  caricata nel cassone.E comunque il terzo posto è ridicolo, un sedile tipo tavolino del treno in mezzo ai due sedili. E  di serie ha proprio solo sedili ruote e volante….
Passiamo alla Hiunday e alla Honda…troppo vettura e si sale ai 28.000. Per fortuna le concessionarie sembrano amare la compagnia per cui prima di pranzo riesco ancora a intrattenere  un venditore Mitsubishi. Non male l' L200. Ma bisogna escludere il base…è veramente un camioncino da muratore. Bisogna salire al  doppia cabina, a meno di non aver un figlio  sotto i 5 anni non si può pretendere  un bambino stia comodo su un sedilino a panchetta  a 30 cm da terra e mica dei  due posti in più se ne può fare uno…e poi per un po di estetica bisogna orientarsi sul metalizzato bicolore e  almeno gli alzacristalli elettrici e la chiusura centralizzata… Pausa pranzo, in un self service e una passeggiata per vetrine di negozi chiusi in attesa  pranzino anche i concessionari e poi riprende il giro. Nissan…beh guardiamo pure la Ford e la Mazda che poi sono lo stesso mezzo.Poi sarà meglio rientrare, la pargola mica può entrare dalla finestra.
Depliants, preventivi, mi sa che non stiamo sotto i 27000-28.000, la scelta migliore mi sembra l'L200….
Seconda giornata di tours. Passo davanti a un concessionario Chevrolet, dò un'occhiata distratta mentre dò la precedenza a un'altra auto, non ha nella gamma il tipo di mezzo che mi occorre… e quello? Eppure non è un usato, non ha targa. Torno indietro. Accidenti è bello:un pick up doppia cabina decisamente accattivante.Sbircio l'interno, ruote in lega, mi sa che siamo sui 30.000.Ssayong. Mah….Entro in salone.  Il venditore me lo mostra meglio.Ha tutto di serie, e per tutto intendo tutto, dal metalizzato ai cerchi in lega ,ai vetri riscaldati al climatizzatore alla vasca del cassone in plastica ( che ormai so essere accessorio attorno ai 300 euro). Motore Mercedes, 2900 turbodiesel,  certo il vecchio 5 cilindri  pompa in linea, ma è senz'altro un motore affidabile, da 500.000 km senza alzare il cofano. E anche la meccanica è Mercedes.E  con 23.800   comprende anche il gancio (altri 600-800 in media). Ssanyong…mio marito è perplesso…si è quella del Korando ma… meglio Mitsubishi… se devi venderlo….amor mio mica prendiamo un fuoristrada da cinquanta milioni per cambiarlo tra due anni…e poi ricorda la skoda…già  quando l'avevo convinto ad andare a vedere la Felicia S.W appena uscita, proprio quando la Volkswagen aveva appena assorbito il marchio era altrettanto perplesso e dopo la Felicia siamo passati alla Fabia….Si irpropone la casualità di una macchina poco diffusa…prenderlo come presagio? Comunque anche l'uomo di casa si sta orientando e domani vado da un concessionario ufficiale SSayong e sento un po'