Archivi del mese: marzo 2005

chilometri

Certamente dove abito non c'è problema di targhe alterne, nè tantomeno di smog e polveri sottili, il problema semmai è restare in panne a seconda delle strade che si percorrono e alle ore che si percorrono,visto che puoi stare anche un paio di ore senza che passi qualcuno e se ti capita,puntualmente lì il cellulare non prende. Un'altro problema è che, per qualsiasi cosa ,devi fare come minimo una decina di chilometri. Stamani per una cosa che un cittadino risolverebbe in un paio d'ore ,di chilometri ne ho fatti 150. Sabato ho ritirato il fuoristrada, non senza l'ultimo capriccio notturno venerdì. Non so se sia normale, probabilmente la mentalità maschile nasconde misteri insondabili ad una donna, ma andando a letto e aggomitolandomi con intenzioni da brava moglie al mio legittimo consorte, a un certo punto costui se ne esce a brontolare che anche questa volta la macchina l'avrei portata a casa io…etc etc. Vabbè, comunque sabato mattina sono andata dal concessionario ( tra parentesi, come giustamente ho aperte, a 50km. da casa), ed impiegata mezz'ora a capire dove fossero luci e marchingegni vari, a regolare specchietti elettricamente, ad alzare,abbassare spostare in 30 modi sedile e volante, essere quasi arrivata all'esasperazione dell'ultima cosa dimenticata che faceva suonare l'avviso acustico, ovviamenet non prima di aver alleggerito notevolmente(altro che cuore sanguinante per amore) il conto corrente, sono partita, il tutto inframezzato da chiamate ad intervalli di dieci minuti di raccomandazioni….guarda che sul bagnato l'abs….guarda che è lunga…allarga la curva….amore sono scese due gocce…tesoro guarda che anche se dietro è leggera non sculetta…caro se rispondo al telefono mi distraggo…. A casa ho strappato a strisce un pezzo di stoffa rossa, le ho annodate, mi sono presa una vista delle balestre e dei molloni e ho fatto un mega fiocco con un biglietto sul parabrezza…..ed ora basta capricci! Ma per ritirarla sabato, l'ho ritirata sì con il gancio traino montato, ma non collaudato.Ieri vado quindi in un'agenzia per prenotare il collaudo e scopro che il gancio va collaudato alla motorizzazione della provincia in cui è stato montato, per cui dovevo rivolgermi ad un'agenzia di Alessandria.Un po' di telefonate,e ho deciso di andare direttamente in motorizzzazione, visto che telefonicamente non prenotavo nulla.Persa mezz'ora in posta per scoprire che i due versamenti che dovevo fare ,, venivano accettati solo sui bollettini prestampati (ma in posta non doverbbero saperlo ?invece mi ha fatto scrivere dieci minuti epoi volete che l'ufficio di un paesino di 300 anime abbia dei bollettini prestampati? ), sono scesa a valle .Arrivata ad Alessandria, che non conosco proprio come le mie tasche, ho cominciato prima a girare per trovare un ufficio postale e poi la motorizzazione, che è spersa in una zona periferica e li ho iniziato a salire e scendere scale…coda allo sportello…porti tutto di sopra all'ufficio tecnico…signora deve compilare questo mudulo…ma lo sapete che un libretto senza legenda (sul retro) è incomprensibile…signora torni allo sportello,lo faccia protocollare e timbrare e poi ritorni…bene ed ora vada dall'ingegnere…esame dei documenti del gancio…ora torni allo sportello per lla prenotazione. Sono uscita a mezzogiorno. Beh o fatto ancora in tempo a trovare l'ACI..il primo bollo non si può fare alla posta a una lottomatica…ma solo all'ACI come se tutti lo avessero sotto casa…Per finire la mattinata mi è arrivato un sms. … la sua promozione infinity è terminata. Peccato da ottobre telefonate di emezz'ora costavano sempre e solo 34 centesimi….E la settimana prossima al piu' altri 50+50 km per il primo tagliando dei 1500 km….

LA RETE

Ho spesso parlato d parole.
Le parole sono come maglie di una rete, ogni maglia esiste perchè retta da tutte le altre,perchè è in rapporto con tutte le altre. Se cede una maglia si deforma tutta la rete…sicchè conoscere il significato di una parola significa conoscere quel significato che le parole attorno a lei le permettono di avere.
Eppure al tempo stesso la singola parola, genera , nel suo essere simbolo, assume da se stessa ,la capacità di generare una rete di significati.
La cosa piu' strana è che chi dice che le parole non sono importanti,  che bisogna andare oltre esse, spesso le prende alla lettera,
Ho invece notato che proprio chi ama la parola e la ricerca, con attenzione,riesce a trascenderla
                                            

 

Il feticista

Ho un cane feticista.
E' un pastore tedesco di 10 mesi, un cucciolone giocoso e amorevole.
Ho avuto altri cuccioli, e qualche scarpa è finita nella spazzatura, dopo l'apporto in rosicchiate di cui si sono resi protagonisti, per non parlare di un paio di piumoni svuotati del loro contenuto qua e là, o del divano cambiato per "farsi i denti" su un bracciolo.
Ma Taj, a parte la tendenza a portare tutto quello che trova in giro, in giardino, per cui ormai è un'aggiunta mattutina al rigoverno della casa, la raccolta differenziata sull'erba del prato, ha uno spiccato amore per le…mutande.
Quindi è diventata regola non spogliarsi in camera lasciando gli indumenti abbandonati su una sedia.
Impossibile anche qualcosa del genere, in uno spot pubblicitario , di lui che segue la traccia di biancheria intima come i sassolini di Pollicino…farebbero la fine delle briciole sempre del suddetto.
Ma ora ha anche imparato a togliere il coperchio del cesto della biancheria sporca ed infilandoci il muso, rovistare sino a trovare…e strappare…. l'oggetto del suo desiderio per cui quando scendo in lavanderia rischio di trovare coriandoli multicoli di ex-perizoma.Già , perchè è selettivo anche nella scelta del proprietario delle mutande…evidentemente non ama il cotone degli slip di mio marito o delle mutandine di mia figlia…fa il raffinato il disgraziato!

….Dunque,ho preso un perizoma.Trattandosi in pratica di un triangolo non ho dovuto sforzarmi molto per ricordare che Area=basexaltezza\2, il che ci porta a circa 0,08 mq.Dopodichè ho proceduto alla pesatura con la bilancia per le dosi delle torte…10 gr. Lasciamo perdere il mercato…3 slip x 10 euro…l'altro giorno guardando le vetrine in un negozio di lingerie (in francese fa piu fine) un perizoma 60 euro. Fate le proporzioni e scoprirete che un perizoma al mq costa 600 euro e al kg 6000 euro.E poi dicono che quest'anno il tartufo è caro!!!!!! Quindi costerebbe meno cibare il colpevole a tagliatelle al tartufo e barolo. Per intando ho fatto uno stock di biancheria sul mercato…mi conviene….
                       

BUON COMPLEANNO ALLA DIVINA PATTY

 Ho abbandonato temporaneamente tanti fuocherelli sparsi qua e là, come fuoochi di Beltane tra le nocciole (accidenti quante foglie), anche se non ho nessun re cervo da  concupire su un giaciglio d'erica ( e anche se l'avessi  a portata di mano,non me lo sognerei proprio,l? erica precisamente comoda non è)  per venire a ristorarmi con un panino al salame e fare gli auguri alla DIVINA PATTY ovvero bloggando qua e là.
                                                       

LA VESTIZIONE

Ho letto stamani i dilemmi di lontano da e mi sono sentita un po' anomala. Innanzitutto una valutazione diversa su chi si veste in modo non consono al proprio corpo. Non credo siano coloro che se ne fregano del giudizio altrui,anzi sono convinta che davanti all'armadio siano amleti a una potenza esponenziale, che cercano vanamente qualcosa che non è, cercando di piacere a se stesse e agli altri, schiave volontarie dell'apparenza.
Ma forse il mio non sostare davanti allo specchio e all'armadio è condizionato dalla mia vita, mi vesto per me e non per gli altri . Forse è che non vado ogni mattina in un ufficio e così mi vesto a seconda di ciò che mi capita in mano e in prima fila ci sono le cose che uso a lavorare, spesso prese dalle pile stirate non ancora riposte e sono cose comode, che mi lascino libera., calde col freddo ,minimali col caldo, quasi una divisa, ogni giorno diversa eppure accomunata dalla libertà di muovermi, di poter passare una mano sporca di terra a pulirsi sul dietro di un pantalone o di un pantaloncino, di impigliarsi in un ramo quando salgo su un albero e sorridere allo strappo che appare.
Certo non sono sempre in "divisa" ma forse è l'abitudine a non farmi porre dilemmi anche in altre occasioni ed apro l'armadio, prendo la gruccia ed indosso, un'occhiata distratta allo specchio mentre do' un colpo di spazzola e pigramente controllo di non aver messo qualcosa alla rovescia, passando a seconda di come mi sento dalla minigonna di jeans al pantalone elegante, ora con un tacco a spillo ora con un paio di adidas. l'importante è sentirmi bene, ora in nero ora in giallo ora in verde.
E quando vado a comprare qualcosa sono altrettanto veloce:mi piace non mi piace, lo scontrino è forse piu' lento ad apparire del tempo della scelta.Ma lo faccio poco, piu' spesso l'armadio si arricchisce dal turn over della mia figlia ventenne e la lunghezza delle maglie varia a seconda del cambio della moda della signorina.
Insomma tutto sommato credo che il come ci vedono gli altri per quello che appariamo dipenda piu' che da quel che indossiamo dal nostro modo di starci dentro,da quello che esprimiamo ed allora si può avere glamour anche su un trattore.

perdonare ed essere perdonati

E' in corso su SOLISIMUORE uno scambio di opinioni sul perdono.
Perdonarsi e perdonare non è facile, soprattutto per coloro che vedono nell'altro un nemico da combattere, divenendo così giudici inesorabili, oppure, per coloro che assecondano i comportamenti altrui solo perché proiettano su di loro ciò che hanno subito personalmente. Tali comportamenti possono ripetersi all'infinito, generando continuamente sentimenti quali "colpa" e "vergogna", in cui "vittima" e "carnefice" si alternano nel gioco delle parti. Come trovare un'alternativa ? Accettando prima di tutto sé stessi e poi gli altri. Il ruolo del carnefice può esistere solo se c'è una vittima : se la vittima continua ad alimentare il suo bisogno di espiazione attraverso la sofferenza, il carnefice continuerà ad abusare di lei ed entrambi i personaggi si alimentano a vicenda ripetendo il copione quotidiano senza via d'uscita. Una delle possibilità per porre fine a questo ciclo perverso è quello di cominciare a perdonarsi e perdonare. Perdonarsi di essere caduti nella vergogna, nei sensi di colpa, di aver fallito Perdonarsi di essersi ingannati, di aver perso del tempo, della mancanza di consapevolezza, della sofferenza.

Perdonarsi di aver dimenticato il proprio potere, di averlo dato a qualcun altro, perdonarsi di aver giudicato le vite altrui, di aver scelto di essere una vittima. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di ricondurre noi stessi ad una posizione di potere, in cui si diviene artefici delle proprie scelte e della propria vita. Attraverso l'accettazione di sé , è possibile aprire uno spazio infinito, dove la consapevolezza delle proprie risorse e del proprio mondo interiore si esprimono liberamente, creando in questo modo anche un fertile terreno per gli altri che finalmente possono essere accettati per quello che sono !

UOMINI E GIOCATTOLI

Leggevo qualche giorno fa in un post di "acci" dei funambolismi logici del suo 'capo' per convincerla dell'idea di comprare uno scooterone. Beh, credo sia una caratteristica degli uomini il trovare delle casuali razionali per ottenere i loro 'giocattoli'. Vogliono qualcosa e voilà ecco tirare fuori tutti i trucchetti del bambino che è in loro. Solo che con un bambino che per avere qualcosa ricorre alle moine, alle spiegazioni, ai capricci, è molto molto piu facile.
Ecco i fatti: dopo 15 giorni a girare concessionari per un fuoristrada nuovo, dopo che ho deciso' io 'cosa avremmo acquistato, mi ci è voluta una settimana di frasi gettate lì tipo: certo che ha balestre e non i molloni, certo che a pari prezzo hai tutti gli accessori di serie, certo che quei dischi in lega hanno proprio un bel disegno, certo che quattro freni a dischi sono meglio dei tamburo dietro, certo che il 3000 mercedes è un signor motore etc etc, il mio 'capo ha deciso lui che era l'auto che meglio rispondeva alle nostre esigenze.
Fatto il contratto,ovviamente tutte le cose burocratiche lasciate gentilmente alla signora,diventa però difficile aspettare il giocattolo. Doveva essere consegnato sabato scorso ed in effetti sabato scorso mi hanno inviato il fax del libretto: caro, sai la macchina è targata ,ma bisogna aspettare mercoledì perchè non è ancora arrivato il gancio. Quindi ha approfittato al volo della possibilità di allungare le ferie di una settimana giustificandosi con lavori da fare in cui mi avrebbe aiutato: accidenti a lui ,ha preso già per la stessa ragione due settimane ( beh erano ancora arretrate) e visto che la neve non è ancora sparita del tutto neanche adesso non solo mi ritroverò a fare da sola appena sarà possibile (ripotare le nocciole,rastrellare,tagliare la legna,recintare un terreno per i cavalli mentre intanto cresce l'erba e bisogna seminare e bisogna…..) ma ho dovuto pure fargli passare il tempo, lasciando indietro altre cose che avrei potuto comunque fare! Vabbè lo capisco, in 25 anni di convivenza piu' o meno legittima, mai che abbia ritirato lui una macchina.Però…il primo ingresso in garage glielo ho sempre lasciato! E non poter neanche contestare la logica del non ritirarla senza gancio …ma tesoro, poi dopo lo aspettiamo ancora di piu' e poi scusa quando la porto poi che faccio, una giornata ad aspettare su una statale distante almeno 5-6 chilometri da un centro abitato:guardo le vetrine dei capannoni ? o magari mi metto a contare i paracarri? magari mi metto una mini e trovo il modo di ammortizzare il costo!
Almeno telefona! E così mi ritrovo da martedì a telefonare tutti i giorni, pur sapendo che ormai sino alla settimana prossima non se ne fa niente. sei troppo poco decisa! Certo tesoro, vedrai ,stanotte studio una magia e abracadabra si materializza il gancio, anzi già che ci sono lo materializzo montato e collaudato.Tu stai tranquillo,vedrai che la settimana prossima trovi la macchina infiocchettata davanti al garage.
                     

….allora preferisco gli americani

Amo le parole.
Le amo perchè esprimono un pensiero, o un'emozione.
Non amo chi le usa impropriamente.
Non amo chi ne svilisce il significato.
Non amo chi le strumentalizza per ottusità o per calcolo.
Vita e morte.
Guerra e pace.
Libertà e terrorismo.
Libera Giuliana sgrena, ucciso Nicola Calipari.
Immaginiamo dei finali diversi della vicenda: -Non viene aperto alcun "fuoco amico"
– Muore la Sgrena, Calipari ne riporta a casa il cadavere.
Nel primo caso Calipari sarebbe rimasto nell'oscurità come prima, si sarebbe gioito della liberazione, si sarebbe polemizzato su riscatti e ritiri di truppe, stesso canovaccio della liberazione delle 2 Simona, con Giuliana che avrebbe accentrato l'attenzione sulle condizioni del popolo iracheno e sul modo rispettoso di trattarla dei carcerieri. Mi chiedo in realtà quale sia questo rispetto, come me le ero chiesto per le Simona. Forse il rispetto di un sequestro ad armi puntate, forse il rispetto di un video che uccide la dignità della persona, forse il rispetto di non essere stata decapitata o comunque uccisa come tanti altri ostaggi….
E se i soldati americani l'avessero uccisa? Si parlerebbe oggi della professionalità e dell'umanità di Nicola Calipari o non sarebbe forse vilipeso ed esecrato quale espressione della linea di intervento?
Non sono una sostenitrice della politica americana tout court, ma offende l'intelligenza sentire definire la vicenda un agguato premeditato.Persino un ragazzino che gioca alla guerra sarebbe stato abbastanza "furbo" da prevedere le conseguenze di un simile fatto e se avesse voluto far fuori la Sgrena come insinua Pier Scolari, lo avrebbe fatto con piu' accortezza. A prescindere che una volta aperto il fuoco avrebbe anche terminato l'opera. Poi ovviamente responsabilità ci sono e spiegazioni devono essere fornite, ma per favore non facciamo fantapolitica di bassa lega.
Quanto ai terroristi… sono terroristi, cara Giuliana e non bisogna dar loro alcuna patente di legittimità.
Qualsiasi siano le responsabilità degli americani non è ammissibile e giustificabile con la guerra rapire dei civili e sgozzarli come maiali, non è ammissibile lanciare degli aerei di linea con passeggeri che hanno la sola colpa di aver preso un volo contro le torri gemelle, non è ammissibile sequestrare ed uccidere in una scuola di Ossezia dei bambini.
Se è ammissibile…. allora preferisco gli americani.

AMORE DI SPALLE

   (postato su raccontamore)

Era stata molto indipendente sin da bambina.Aveva sempre saputo bastare a se stessa, vivere in un suo mondo di pensieri ed emozioni solitarie, anche se era sempre al centro e spesso alla guida dei suoi compagni di giochi.
A diciottanni per la prima volta diventò dipendente da un altro., lusingata dall'attenzione che le prestava quell' uomo tanto più maturo di lei, tanto più colto, che pure l'ascoltava con interesse. E piano piano cominciò ad appoggiarsi a lui, a pensare per lui, a vivere per lui, e per la sua approvazione.La chiedeva per ogni cosa, dal vestirsi alle scelte di vita. Un giorno si trovò davanti ad una scelta che avrebbe potuto cambiare tutta la sua vita. Provò a parlargliene.Le disse che doveva imparare a non dipendere da lui.
E lei lo fece e decise da sola e lo lasciò.
Da allora visse molti non amori, fugaci apparenze di contatto con gli altri, amori vissuti voltata di schiena, pronta a dileguarsi non appena cercavano di abbracciarla di fronte.
Forse stanca di nomi senza volto e volti senza nome, scelse o forse si lasciò scegliere da un uomo.
Lui era fragile in quel momento, lei se ne assunse la responsabilità, lui la amava, lei imparò ad amarlo. Si immerse nel ruolo di compagna e poi di madre, ma continuava a proteggersi e continuava a vivere l'amore di spalle, se ne lasciava toccare ma sempre un poco discosta.
Cominciò a volgere il viso quando la sua bimba iniziò a crescere, così simile a lei bimba, così capace di percepire i suoi pensieri celati, un rapporto fatto di impulsi improvvisi, di gesti segreti, di comprensioni immediate.Una bimba era stata capace di aprire una piccola crepa, e come una crepa in una diga lentamente si allungava, ogni incontro era come acqua ,acqua che si alzava nel bacino e spingeva con più forza.Un nuovo torrente seppe trovare la crepa. Lei subito confusa dal rumoreggiare della corrente lo confuse per un torrente amante, . Era molto di più. Era un torrente amico e così scoprì la sintonia dell'amicizia, che non teme nè piene nè secche. E iniziò a voltarsi. Forse si volterà del tutto, forse vivrà domani gli amori che le sono accanto non più di spalle.