Archivi del mese: aprile 2005

DIARIO DA UN GINECEO- ultima parte

5. La domenica non è finita….la partenza
Continuando il compito di creative writer ed amanuense affibiatomi, dopo il caffè e una visita ai miei cavalli con le signore dotate di moon boot artigianali per non infangare le scarpette da città ( leggi sacchetti da supermermecato legati a mo' di alpini durante la ritirata di Russia) e sradicamento di lamponi e piantini vari della scatenata Patty, per cui ci sarà prossimamente un pezzetto di Langa in quel di Roma, conquistata la stessa con l'assaggio e un vasetto da far assaggiare a casa di bagna cauda ( le piace anche l'aglio, non solo il peperoncino di Soverato!), le abbiamo accompagnate a vedere i luoghi natii di Cesare Pavese. E al bar storico dello stesso, attente a parlare a distanza, e rassegnate a non conquistare alcuno in virtù dell'alitosi da bagnacauda e insalata di fagioli e cipolle, le grazie ( ma accidenti chi è l'esclusa?) riprendevano l'attitudine tipica femminile al pettegolezzo, disquisendo sulle possibilità di sesso di un ragazzo o ragazza seduto o seduta a un tavolo vicino…mani da donna, voce femminile,piedi 45 minimo, viso estremamente incerto, rimanendo alla fine con un dubbo amletico! Infine ritorno alle ormai famose finestre lavanda , carico bagagli (raddoppiati) e partenza per Asti stazione. Solo donne. E in una pizzeria vicino alla stazione, una cena tra donne che non facevo dai tempi dell'8 marzo quando ero in politica, quindi perlomeno 20 anni. E lì ho completato i miei schizzi di ritratto a carboncino, mentre quasi soffocavo per la quantità di peperoncino che la Divina aggiungeva alla pizza.

6.Ritratti a carboncino
e speriamo di non ricevere fulmini e saette …..basta la pioggia che continua a scendere….

a) . la Divina Patty : decisamente mi è simpatica. Innanzitutto ama Cesare Pavese ed è un'accanita lettrice, della serie il tempo per leggere si trova sempre.
Poi è estremamente schietta, la classica persona che può passare dal sorriso ai morsi senza soluzione di continuità, per poi passare alla risata senza alcun rancore. Un carpediem ambulante, un senso dell'ironia e della battuta notevoli, una capacità di racconto piacevole, umorismo affiancato a capacità di mira al bersaglio. insomma stare accanto a Patty è come assistere a un fuoco d'artificio… E a tavola, mentre parlava di suo marito e dei suoi figli, non erano le parole, ma gli occhi (splendidi occhi azzurri) che mostravano che ogni parola era amore.

                          
b). ondatriste: è molto meno manifesta, la cogli a sprazzi, un'insicurezza che si maschera quasi di algidità, ritrosa nel mostrare debolezza , eppura ansiosa di illusioni che portino la primavera. E percepisci forza che si interseca con fragilità, speranza che si mischia a disillusione, voglia di andare avanti che si scontra con desiderio di tornare indietro,certezze oscurate da dubbi.

                      

E a chi è invece è curioso di sapere come sono esteticamente…. due dee ovvio!

DIARIO DAL GINECEO 2.nda parte

3. Il sabato del villaggio.
Che potrebbero fare quattro donne il sabato mattina? Elementare Watson! quando ad Alba c'è il mercato, andare nella ridente cittadina, in via maestra ( tutte le vie centrali delle cittadine di provincia piemontesi sono denominate via maestra e guarda caso si chiamano Via Roma) a guardare banchi e vetrine…e spendere soldi. Ovviamente non poteva mancare il megaaperitivo con piatto di stuzzichini assimilabili a un brunch e pettegolezzi sui blogger compresi.
Mentre chiamata dal tristo dovere, Avalon andava a recuperare figlioletta e a sfamare la famigliola, le tre dee rimanenti andavano nei possedimenti latifondisti della ben nota Anna dei cavalli, dove pranzavano nell'ameno ostello di Giovanni e consorte, questa volta allietate dalla presenza dell'indefinibile. Indefinibile perchè come definirlo? Marito di Anna? ex marito? non marito? o marito a intermittenza? ai posteri l'ardua sentenza. Lì veniva anche proposto da un signore presente, giacchè Giovanni aveva forti difficoltà ad assimilare la parola gineceo, di trasformalo in raduno. di figainlanga. Rimandato a casa il più definito legittimo consorte di Avalon e defilatosi l'indefinito, le quattro andavano a raccontare nella casa dalle finestre lavanda e non lilla, ormai assurta alla cronaca mondana di Blogtown , gli avvenimenti della giornata prima ( ah, era stato dimenticato che l 'apparentemente precisa signora Gil ,era stata lei a provocare il ritardo del treno, prima perchè a Genova implorava il capotreno di aspettare a partire per salutare un amico, e ad Asti ,dimenticando sul treno stesso borsa completa di soldi e documenti). La sera, giusto per riportare qualcosa a Roma ( chili) di nuovo cena in una tipica trattoria, dove le signore si stupivano del numero di antipasti.
4..La domenica , invece della messa.
Pranzo deciso a casa di Avalon, che così mentre le tre dee rimanenti andavano in giro a fare le turiste, spignattava . Arrivavano ovviamente in ritardo , precedute dal marchese Alberto , denominato da voci non identificate, Alby la trivella, invitato per togliere la qualifica di salame in mezzo a tante dame al consorte definito di cui in precedenza. Preso il caffè e aggiunti altri chili per il resto dovete aspettare accada. Seguiranno versioni contrastanti.

DIARIO DA UN GINECEO

1 Partire ed arrivare.
Mentre  migliaia di persone arrivavano a Roma, la divina Patty e Onda triste (ma spumeggiante) ovvero Gil, la lasciavano, un po' avventurosamente  per raggiungere  la stazione Termini, a causa del blocco del traffico.
Sconvolte, la divina, da un caotico viaggio in metro e autobus, e l'onda in quel mentre non spumeggiante , dai 20 euro  pagati al tassista, riuscivano alfine a salire sul treno  nonché a sedercisi.
Dopo ore 6, 30  con un superpremio di 20 minuti di ritardo, giungevano in quel di Asti, terra di vini e tartufi ( ma quelli dell'albese sono migliori…dice Avalon). Ad accoglierle …..nessuno!!!! anche se in ritardo…qualcun altro( leggesi piule ovvero Anna dei miracoli)  era riuscito  ad essere maggiormente in ritardo su un percorso di mezz'ora.
Dopo aver temuto per istanti inenarrabili di rimanere sperse tra le colline cuneesi, venivano raccolte dall'affannata Anna e portate alla casa in collina dalle finestre lavanda ( e non lilla come da errore daltonico di Avalon).

 

2. Il gineceo al completo ( con qualche intruso).
Ripristinato l'aspetto umano con  docce  e restauri vari, le ,al momento tre, grazie attendevano l'arrivo a cena del quarto moschettiere (  qui qualcosa  non quadra tra grazie e moschettieri, ma fa lo stesso),, arrivato alfine con  l'intruso di cui sopra ( leggasi marito Sergio), che  ignaro della fortuna di trovarsi  in mezzo a quattro siffatte beltà e dell'invidia  degli uomini del blog…..si addormentava sul divano!!! Forse  lasso delle fatiche sostenute a difendere la propria virtù.

domande

Avevo commentato la morte di Giovanni Paolo II solo su solisimuore. E contrariamente alla mia fobia per l'anonimato, lo avevo fatto senza firmarmi, per una forma di pudore della mia testimonianza su questo evento.Ho letto una marea di post sull'agonia prima, sulla morte dopo, non ho lasciato alcun commento,anche a persone cui sul blog sono legata da sentimenti di rispetto e comprensione.Ora ascolto le notizie del grande afflusso a Roma per i funerali di domani e me ne chiedo il perchè, il perchè reale,quali siano le motivazioni.
La medialità ha giocato un indubbio ruolo, ma la risonanza dell'evento non è solo un fatto mediatico. Peraltro non è un fatto meramente religioso.
L'importanza storica di Giovanni Paolo II è indubbia. La durata del suo pontificato è tale da essersi strettamente correlata all'ultimo quarto dello scorso secolo e all'inizio di questo. Lo testimonia la stessa massiccia partecipazione dei massimi vertici mondiali e non a tutti è ascrivibile una partecipazione di tipo religioso.I funerali di questo papa rappresentano in un certo senso la summa di rapporti separati con le diverse etnie, politiche e confessioni religiose attuati durante tutto il pontificato, e domani si ritroveranno fianco a fianco figure difficilmente compatibili con una presenza comune.Ma quale è la motivazione dell'invasione di Roma della gente qualunque?
Non credo siano molti coloro che hanno seguito con attenzione l'operato pontificio, nè che siano fini conoscitori delle espressioni teologiche o di altro tipo di papa Woytijla, per quanto questi sia stato un papa del nostro tempo per quanto riguarda la medialità. I suoi libri sono stati un avvenimento editoriale, ma non sono certamente diventati dei best -sellers come per esempio il Codici da Vinci che semmai è critico nei confronti dell'apparato cattolico.Il carisma della figura allora, ma anche questo credo che non sia intimamente entrato in una simile massa. Penso molti abbiano riflettuto su questa figura solo ora.
La religiosità? come è compatibile con le chiese sempre piu' vuote, con la crisi riconosciuta del sacerdozio,con la disattenzione generalizzata alla religione stessa? con un modo di vivere e con comportamenti generalmente accettati e condivisi sui grandi temi della vita e della famiglia stigmatizzati negativamente dalla chiesa?
Mi chiedo quindi quanto questo desiderio di partecipazione non sia quindi epidermico o abbia infine motivazioni che sonodi apparenza.Il poter dire io c'ero, un diventare a propria volta in certo qual modo protagonisti indiretti, in fondo quale è la differenza tra vedere le esequie su un maxi schermo a Torvergata o a casa propria. Quanto l'espressione di dolore non è un conformismo indotto, che trasforma la morte di un uomo e di una grande figura in uno spettacolo?