Archivi del mese: gennaio 2006

C.V.D.

Ovvero…Come Volevasi Dimostrare. E' stata decisamente una giornata pesante ieri. Sono gli svantaggi di vivere in un piccolo paese ed in campagna. Peraltro è stata una scelta e  farei molta fatica a tornare a vivere in città, anche se lì non avrei bisogno di spalare neve, anche se le comodità sarebbero maggiori, anche se non dovessi fare minimo 15 chilometri per  comprare un analgesico in farmacia  o per portare mia figlia a tennis o per vedere un film o  per mille altre cose.
Ho passato la mattinata a  creare sentieri per accedere  ai vari luoghi  staccati dalla casa, per riuscire a togliere la macchina dal garage. Per poi ricominciare perché la neve continuava a scendere.
Aspettare? Provate a prendere nella pala 15 centimetri di neve e provate a toglierne 30. E comunque i cavalli non sono molto soddisfatti di aspettare il fieno o l'acqua nei secchi, visto che le tazze d'abbeverazione sono gelate, né i polli di aspettare il becchime, né la stufa resta accesa senza legna…
Poi mia suocera è in ospedale, 30 chilometri da casa, si è rotta una gamba sabato scorso e non ha accettato bene l'anestesia dell'operazione di martedì e mercoledì l'hanno tirata fuori dal coma per i capelli. Per la notte pago  un'assistente, ma di giorno devo andare, anche se ieri, date le condizioni climatiche ho fatto riferimento molto ai nipoti di mio marito, visto che mia cognata è in Tunisia .
Quei 30 chilometri hanno significato un'ora di tragitto, strade pressoché impraticabili, macchine in traversate, fortunatamente ho un  fuoristrada, ma anche un fuoristrada  non è una panacea miracolosa. E poi ha chiamato mio marito, bloccato a Savona con il bilico, l'autostrada chiusa ai mezzi pesanti, la statale impraticabile per un mezzo soprattutto vuoto. Per cui sono partita proprio nel momento di maggiore precipitazione, strade completamente bianche, in cui le gomme passando non fanno affiorare il nero dell'asfalto, solo una depressione bianca nel bianco. Due ore e un quarto per percorrere un tragitto che se schiaccio l'acceleratore percorro in un'ora e un quarto…. Strade quasi deserte…
E poi stamani ricominciare: Beh, con Sergio a casa il lavoro è dimezzato, anche se con qualche screzio. Generalmente mi arrangio da sola , e dopo un po' il suo assumere il ruolo di maschio, pur se comprendo sia un modo di alleggerirmi, diventa irritante, per cui alla fine sono sbottata dicendogli che non era il caso mi desse le istruzioni per l'uso, che lui si arrangiasse  da una parte ed io avrei fatto altrettanto da un'altra.
Comunque sono abbastanza pratica per approfittarne ed ho mandato lui a dare da mangiare a mia suocera. Io ora metterò su qualcosa per pranzo ed andrò a ripassare la neve  ricaduta. Au revoir.

notte candida

Sto aspettando il chiarore del giorno.
So che sarà una giornata faticosa. Guardo fuori la neve che continua a volteggiare, ne calcolo l'altezza dal panettone che si sta alzando sulle pile dei cancelli.
Dovrò fare un sentiero che mi porti  ai cavalli e agli altri animali, aprire un solco che spartisce la coltre bianca per giungere alla legnaia, liberare le scale che portano al cortile . E soprattutto l'accesso alla strada. Ne ho già tolta verso l'una, quando ho sentito Piero passare con il trattore sulla strada, il rumore del motore mischiato a quello della lama abbassata che raschia l'asfalto. Venti metri,dal centro verso il muro da una parte, verso la staccionata dall'altra.La maggiore fatica  laddove  la lama ha ammucchiato ai suoi lati. Ma stamani bisognava andare via con la macchina.
Mio marito aveva lasciato il bilico giù alla crocera, senza salire in paese…nevicava già, da lì poteva partire stamattina al piano, senza scendere i continui tornanti, 100 metri più in basso di altitudine. Piero stava ripassando..siamo scesi bene dietro di lui sino al fondo della strada di casa…poi neve intonsa sulla statale. Un po' di tensione…discesa a tornanti…è il suo lavoro, ma anche un fuoristrada in discesa può scapparti e scivolare dove vuole e non è facile tenere 20 quintali di macchina. Aspetto che parta..Fortunato…verso la sua direzione sta passando lo spartineve.Sono più tranquilla per lui. Giro , a scatti, facendo slittare il retro del pick up. In salita al massimo ci rimani. Ma anche se sono una rivierasca ormai ho imparato a conoscere la neve…
Motore in tiro, poco acceleratore, né troppo piano né  troppo forte, oppure guida decisa, di slancio, ma  all'imbocco del paese ho visto gli ombrelli aperti  di quelli che aspettano la corriera della Ferrero…so di incontrarla e so che non in tutte le curve ci staremmo in due.Meglio la prima tecnica… La neve mi viene incontro nei fanali..se alzo gli abbaglianti provo quasi un senso di vertigine…i fiocchi fitti mi si allargano davanti come  un fuoco d'artificio candido. Mentre salgo vedo i segni della discesa, depressioni bianche nel bianco.Guardo in lontananza i tornanti che precedono i tornanti in cui sono…ecco i fanali distanziati, le luci di ingombro..conosco la strada palmo a palmo,rallento mettendo le ridotte per essere certa di avere lo spunto a ripartire, l'aspetto in un  pezzo dritto, la corriera mi incrocia dopo l'allargamento in curva, riparto e giro nel paese..ora so di non poter incrociare nessuno e cedo alla tentazione… sino a casa faccio la scema… un fuoristrada  serve anche a quello…Poi devo diventare seria…un caffè…e l'organizzazione mentale della giornata…per mezzogiorno devo scendere in Alba per  dare pranzo a mia suocera in ospedale…poi ci sarà da andare a prendere Sergio…meno male che Simona è alla settimana bianca..niente scuolabus da aspettare…. E poi.. e poi…

bighellonando

6-7-8 gennaio: trecking dell'Epifania, 3 giorni a cavallo in alta langa. Per me, a dire il vero, i giorni a cavallo sono stati 2. Il giorno dell'epifania, mentre cavalcava mia figlia mi sono occupata dell'approvvigionamento e del trasporto bagagli. Una decisione dellultimo momento, che mi ha portato una giornata frenetica. Ho portato figlia e marito al maneggio punto di partenza del trecking , dove avevamo lasciato a pensione Duca e Manolo durante l'appena concluso viaggio in Abruzzo. Poi sono andata ad un supermercato aperto nonostante la festività. Dovevo portare i viveri al punto tappa del pranzo. Solo che, passando da casa per preparare anche un thermos di caffè, mi sono resa conto di aver lasciato la borsa appesa al gancio del carrello del supermercato. A questo punto, priva di chiavi, ho fatto il ladro in casa ia, togliendo il vetro ad una finestra sul retro. Ho fatto il caffè, messo tutto in uno scatolone, preso un cellulare rimasto a casa. Fortunatamente il punto tappa era a dieci minuti di macchina, una casa abbandonata in Belbo.Ho lasciato lì i viveri, ho telefonato per avvisare dove erano e mi sono riprecipitata al supermercato una trentina di chilometri. Non ci speravo, se non una debole possibilità di qualche onesto che l'avesse consegnata alle casse, invece, incredibilmente la borsa era esattamente dove l'avevo lasciata.Sono tornata indietro giusto in tempo per caricare gli avanzi, saltando ovviamente pranzo. Di nuovo a casa, il tempo di rimontare il vetro e guardare gli altri animali, poi di nuovo in auto coi bagagli da portare alla tappa serale, l'agriturismo che sarebbe stato di appoggio per cavalieri e cavalli.Poi di nuovo a casa, con Simona. Il giorno dopo la avrei portata da un'amica e avrei continuato io il trecking. Forse devo spiegare che se in macchina l'agriturismo dista a casa mia un'oretta ,a cavallo i tempi sono diversi…. Il sabato una passeggiata nei dintorni dell'agriturismo, un sei ore di cavalcata. La neve non è ancora andata via, soprattutto lungo il torrente a anche in cresta l'aria era gelida. Bisognava fare attenzione al ghiaccio uno slalom da una parte all'altra dei sentieri, a cercare la sicurezza della terra scoperta o della neve intoccata. E spesso, nelle pendenze, in discesa e in salita,scendere dalla sella, cavalli alla mano, zoccoli che scivolavano, stivali che non facevano presa. E poi arrivare con il viso gelato, i piedi che fanno male nei passi, le dita intorpidite dal freddo nonostante i guanti. Ma prima di entrare bisogna sistemare i cavalli, togliere le selle, asciugarli dal sudore, dar loro fieno ed acqua.. Prevista, una cena tra cavalieri ed amici, una trentina in tutto- Avrei potuto fermarmi…era il io compleanno…ma non avevo voglia di gente. Hodetto a mio marito che ero stanca, che comunque un passo a casa per i cani dovevo farlo. E così non sono tornata. Una doccia, una tisana, il letto tutto per me, è bello dormire soli ogni tanto, Taj sul tappeto di fianco, Black…sui piedi…. Un libro, Chopin in sordina. E dopo tutti gli sms di auguri della giornata, alle 10, già semiaddormentata, l'ultimo, che mancava. Il giorno dopo mi aspettava il ritorno, tanti guadi, tante discese di sella a tagliare e spostare alberi caduti ad interdire il passaggio, per una volta lasciandoli agli uomini. Alla sera, tornata a casa, avrei preparato la torta per il compleanno di Simona il giorno successivo, ecco avrei festeggiato con lei…e poi…e poi…. Ora potevo addormentarmi sorridendo.