Archivi del mese: febbraio 2007

della dipendenza e del bisogno

Viviamo correlandoci agli altri e quindi i nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere noi stessi è a sua volta correlato all’immagine che agli altri mostriamo ed alla rappresentazione che gli altri hanno di noi.L’educazione,la cultura le esperienze emotive sia personali che storico ambientali ci portano quindi a rappresentarci in determinate modalità. .Sincerità,sensibilità.indipen denza sono i cavalli di battaglia con cui ci si si pone.Quando vengono ostentate le “qualità” opposte o comunque aspetti negarìtivi si tratta in realtà di una sfida che cmq fa parte del disegno per soddisfare il bisogno di essere accettati o esorcizzare la paura di non esserlo. Ho letto un post .L’esempio più calzante è quello del bambino.La sua dipendenza materiale automaticamente fa insorgere una dipendenza emotiva.In essa ci pare naturale,anzi ci porta, a soddisfare i suoi bisogni.Ma lo stesso bambino al tempo stesso che attua i meccanismi di mostrare la sua dipendenza per soddisfare i bisogni , al contempo progressivamente assume atteggiamenti di ribellione verso tale dipendenza…vuol fare da solo.La dipendenza emotiva marcia piu strettamente di paripasso con la dipendenza materiale.Forse è anche per questo che è più facile sia una donna a provare dipendenza emotiva,anhe come retaggio di una cultura passata come la struttura familiare dei secoli scorsi.Ma anche l’indipendenza ha alla base la stessa motivazione della dipendenza,ossia la soddisfazione di bisogni,da parte di altri o in modo autonomo.. E QUINDI ALLA FINE è CMQ UNA DIPENDENZA,LA DIPENDENZA DAL BISOGNO.forse l’unico modo di essere veramente indipendenti è accettare consapevolmente di essere bisognosi,vivere la dipendenza per vivere il suo opposto

la nudità del corpo

Il "Nudo seduto" è un'incisione di Rembrandt raffigura una donna sformata,nuda, con due piccoli seni a borsa e il ventre gonfio e cadente, seduta su una roccia.E' giudicata tecnicamente impeccabile,ma molti la trovano sgradevole.Ma è davvero così orribile? O è commovente? Se si osserva bene dà tutta una serie di informazioni umane,non contenute in modo esplicito nell'immagine,ma implicite in ciò che vi vediamo.I segni crenulati lasciati dalle calze,i muscoli delle braccia che suggeriscono un lavoro manuale,la pancia cadente che suggerisce tante gravidanze e a questo corpo appartiene un viso ancora fresco che ha adescato uomini in passato ed ancora può adescarne. Se fosse vestita non suggerirebbe lo stesso vissuto, la stessa stanchezza, la stessa desolazione.E' nella nudità che emerge veramente la donna, senza trucchi e senza orpelli,dopo i figli il lavoro e gli anni, e l'esperienza….quelli che si porta addosso sono i segni della vita.Forse è anche per questo che copriamo il corpo di abiti.Anche se tanti cercano negli occhi la verità di un essere, nell'espressione del volto,,,, è così facile indossare una maschera, mostrare ciò che si vuole appaia, controllare….ma il corpo nella sua nudità rivela di noi ma il corpo nella sua nudità rivela di noi molto più di quanto vogliamo, è indipendente,è sincero, nelle sue reazioni di tremore al freddo, di sudore al calore, alla paura, di secrezioni nel piacere,nel suo trasformarsi, nel suo decadere
                                

della bellezza assoluta

Si parla tanto di bellezza.Ma esiste la bellezza assoluta? Mi vengono in mente le Tre Grazie e in particolare quelle di Rubens 
                                    
e poi quelle rappresentate nella Primavera del Botticelli

                                        

Le tre grazie mi sono venute in mente proprio perché è facile fare dei raffronti, per le loro similitudini rappresentative nel tempo , vicine, due di fronte e la centrale voltata, nude o appena ricoperte di vesti leggere e trasparenti che più che nascondere accentuano la nudità.
E ciò che rappresentano sono la bellezza, la grazia, la leggiadria,la bellezza non toccata.da intense emozioni
E ricordando poi un affresco di Pompei,
                                        
n cui le tre fanciulle sono più simili al nostro concetto di bellezza femminile di quelle rappresentate da Rubens con le loro forme piene, diremmo oggi adipose, persino cellulitiche, simili a quelle di Raffaello
                                   
Ho riflettuto proprio sul concetto di assoluto e come sia dipendente da chi lo esprime e da chi lo recepisce.
E come può essere soggettivo ed al contempo oggettivo
Condizionato sia dalla cultura che dall'habitat storico sociale che dal punto di vista da cui viene considerato.
Così se ci riferiamo al concetto di bellezza femminile ci accorgiamo come è variabile nel tempo e dipendente da modelli che derivano da tutta una serie di condizionamenti ambientali, per cui la bellezza femminile sarà ben diversa anche a seconda della geografia e della società e del momento storico, per cui c'è un giudizio ed un gusto oggettivo indotto e uno soggettivo personale che si frammischiano intimamente.
E le stesse rappresentazioni sono diverse a seconda del modo di chi le guarda e di chi le guarda. L'artista o il cultore d'arte vedrà cose diverse, vedrà la tecnica, lo stile,l'anima al di là del pennello, darà un'interpretazione,eppure allo stesso tempo inconsapevolmente lo farà anche il casuale oseervatore.
In fondo è così per tutti, siamo uno nessuno e centomila, rappresentazioni diverse di noi stessi in relazione a coloro con cui veniamo in contatto. 

                             

circumnavigando Avalon

E’ dallo scorso maggio che non scrivo su questo blog. Un po’ ciò è stato dovuto a problemi che mi lasciavano poco tempo, in realtà avevo bisogno di esplorare altri lati di me stessa e così un’occasionalità su splinder ha portato allo sviluppo di un alro tipo di blog, ma alla fine è come se avessi circumnavigato l’isola di Avalon conoscendone anche le coste nascoste e riconoscendo quelle da cui sono partita.