Archivi del mese: novembre 2008

plasmati

Siamo, tutti quanti, plasmati e riplasmati dalle persone che ci hanno amato e, anche se tale amore può svanire, restiamo nondimeno opera loro – un’opera che molto probabilmente esse neppure riconoscono, e che mai ne riflette esattamente le intenzioni.

 

                                                François Mauriac, Le désert de l’amour

osservazione e istinto

 

Caratterialmente, ogni qualvolta mi trovo ad affrontare una situazione, sia che si tratti di una discussione o della risoluzione di un problema o di un’emozione, la analizzo dalle più svariate angolazioni. E’ forse per questo che solo raramente arrivo a scontrarmi con gli altri, quando si tratta di rapporti. Infatti questo processo per me automatico mi porta a vedere anche l’angolazione dell’altro, e quindi in un certo senso ad empatizzarla. Ciò fa sì che la accetti al di là di quale possa essere la posizione intellettuale od emotiva che io abbia raggiunto, pur se talvolta ciò mi crea confusione, nel riconoscere quale e di chi sia l’emozione che insorge.

In realtà ho poca fiducia in me stessa e soprattutto nella mia istintività. Ho sensazioni immediate che scaturiscono dall’osservazione dei particolari.Sembra una contraddizione quella tra osservazione e sensazione, ma è l’istinto che fa cogliere alcune cose anzichè altre.

Ma faccio fatica a seguire l’istinto.La fiducia che non ho in me diventa un senso di colpa come se la trasformassi in sfiducia nell’altro ed allora gli dò credito razionale quasi a compensarlo di un rifiuto istintivo.

Mi illudo accettando di essere accettata nella mia essenza. E ciò mi rende fragile, ed allora sono obbligata a mettere una corazza per non essere frantumata. E possiede la mia anima chi è riuscito a infrangerla senza frantumare il cristallo sottile che avvolge.  

aforisma del mercoledì

e35fce9640daa05104beb7a554e5704e.jpg

La vita non é altro che un brutto quarto d’ora, composto da momenti squisiti.
O.Wilde

cercare…trovare….

cercare…trovare…sono veramente cose diverse? la prima conseguente alla seconda? a volte si cerca senza trovare,a volte si trova senza cercare,ma quando sono legate?non sono piuttosto lo scorrere delle proprie sensazioni in un circolo che ci avvolge in una forma perfetta?e che ci fa paura? ed allora l’abbandoniamo per percorrere una tangente alla circonferenza che nn arriva mai al centro. cercare…significa avere un obbiettivo ma come raggiungerlo? cercando cioè agendo o aspettando che le cose accadano?ma se l’attesa è consapevole non è egualmente azione?c’è un certo kierkegaard che diceva “l’importante nn è volere,ma la volontà di volere,non è l’azione ma la consapevolezza dell’agire”. E poi raggiunto l’obbiettivo? nn esiste piu,nn è piu un obbiettivo e allora?il trovare ridiventa cercare e riparte la giostra.

E’ il posto di apertura di questo blog, nell’ottobre  2003. Lo riscriverei.

specchiarsi

Guardarsi allo specchio e non aver paura nè vergogna nel vedere l’immagine riflessa. Siamo noi, inevitabilmente ..noi. Spesso non è facile accettarsi, vorremmo vedere un immagine diversa riflessa in quel vetro: più magra, più alta, più bassa, più seno, più sorridente, più capelli, meno triste, …….
Vorremmo che quell’immagine riflessa avesse un conto in banca più cospicuo, un lavoro sicuro, una vita sentimentale serena, chissà magari quante altre cose non ha…………………… ma quante cose ha? Quell’immagine siamo noi…………….. e siamo quello che siamo e come siamo.

E’ un atto di maturità, ci aiuta a stare meglio al mondo, impariamo ad accettarci nella gloria e nella sconfitta.
E’ troppo facile, è molto comodo puntare il dito e accusare gli altri dei nostri errori; è più doloroso ma più gratificante ammettere i nostri limiti e ricominciare proprio da lì.