Archivi del mese: gennaio 2015

ricomincio….

Pensavo quest’anno di  riuscire a scappare da casa almeno per le visite  natalizie  in Liguria o a Cuneo e invece non ci sono riuscita per… motivi di ovile!!!  In realtà è una cosa tenera. Non avevo mai tenuto capre e  proprio  prima di Natale hanno partorito le due  che abbiamo acquistato quest’estate, insieme al becco ovviamente o non ci sarebbe storia da raccontare. La prima ha partorito il 19, 2 capretti, un maschio e una femmina. Stavo pulendo i box dei cavalli e  sentivo belare, un pianto prolungato, recepito da orecchio e mente non subito, ma come spesso accade dopo tempo come insolito. Sono andata a vedere e stava finendo di uscire il secondo capretto, bagnati ambedue. Ho telefonato a una mia vicina  che sapevo  tempo fa aveva le capre per chiederle cosa fosse meglio facessi. Lei è venuta e  abbiamo asciugato  i piccoli con la paglia, anche se già la mamma li ripuliva di sangue placenta e liquido amniotico e poi è venuto quasi buio  mentre riparavo meglio il ricovero, inchiodando dei sacchi di tela  a riparare lati aperti,  creando una separazione per il becco, temendo potesse fare  ai piccoli che malfermi sulle zampe sproporzionate e sottili  già cercavano le mammelle della madre.

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Simona era rincresciuta di non esserci stata ma arrivava a casa il giorno dopo e l’altra capra doveva ancora partorire. E il giorno dopo lo ha fatto. C’era anche Sergio a casa …era sabato. Appena l’ho chiamata Simona è corsa…non ha mai visto nascere un animale. Ma si è subito capito che c’era qualche problema anche se non siamo esperti. Infatti la testa del primo capretto è uscita, indipendente già nel movimento e nel guardare il mondo ma  non riusciva  a uscire il resto e si vedeva il musetto perdere vitalità, reclinarsi come ad abbondare le forze.Tardi per chiamare  il veterinario, troppo distante.Ma. Giuliana che ho chiamato  di nuovo è riuscita a farlo uscire, è uscito facilmente il secondo ,ma erano tre  e non se n’è accorta neanche lei. La capra non guardava i due piccoli, non li leccava e non li lasciava attaccare. E il latte era giallastro e burroso. L’abbiamo massaggiata  e poi sembrava meglio ma  per far succhiare i capretti abbiamo forzato l’altra capra. Abbiamo fatto notte con una luce aggiunta; al mattino siamo andati con Simo  appena chiaro e la capra aveva  partorito il terzo morto , ma gli altri due lo erano quasi. Sono usciti o forse cacciati  dar ricovero ed erano mezzo assiderati con pochi segni vitali. Li abbiamo portati in una cesta in caldaia e abbiamo provato  a dargli del latte in cartone con le dita. Poi corsa in una farmacia di turno la domenica  per un biberon e del latte in polvere da bambini. Il lattolo, che è latte apposito per animali lo abbiamo trovato solo al lunedì in consorzio. La capretta ha iniziato  pian piano a succhiare, il capretto per due giorni  lo abbiamo allattato  con una siringa senza ago, piano piano, goccia dopo goccia forzando l’angolo della bocca.. Simona ci si è dedicata in maniera commovente: sembrava li avessimo salvati tutti e due ma  dopo aver iniziato a stare in piedi anche se malfermo poi il capretto è peggiorato. Lo abbiamo sepolto sotto un biancospino. Rin invece mangia ormai avidamente ogni 3 ore dal suo biberon. Da due giorni la mettiamo mezz’oretta con gli altri ma piange tutto il tempo.La facciamo uscire in cortile e ieri me la sono portata  dagli animali. Segue come un cagnolino a saltelli e piange se non vede me o simona. Konrad Lorenz avrebbe potuto aggiungere un capitolo all’Anello di Re salomone!

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Poco fa Simona  è tornata ad Alessandria.

Domattina ha lezione e domani sera va a prendere Gabriella a Orio al Serio. Così domani , che è il mio compleanno, sino a quando non arriva Sergio, sono soletta . Chissà se Rin mi farà gli auguri. Comunque poi sabato festeggiamo sia il mio compleanno che quello di Simona (lei è nata il 9). Andiamo tutti a cena  in un ristorante dove ormai è tradizione  festeggiare le nostre ricorrenze, io e Sergio, Simona e Gabriella, Serena e Diego. Io ora devo scendere a dare il latte a Rin

 

 

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